Niente carne a pranzo, sotto accusa la svolta vegetariana della mensa scolastica di Bordighera

Niente carne a pranzo, sotto accusa la svolta vegetariana della mensa scolastica di Bordighera


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Frutta e verdura sono una componente essenziale nella dieta, specie in quella mediterranea ma le proteine animali sono altrettanto necessarie, soprattutto nei bambini e negli adolescenti, che sono ancora nella crescita e che hanno tempo per decidere di cambiare menù.

Per questo motivo la svolta vegetariana della mensa scolastica di Bordighera

non piace ai genitori. “Quando mia figlia è rientrata da scuola le ho chiesto cosa ha mangiato a pranzo – racconta il padre di una studentessa della scuola De Amicis, di via Pelloux – e lei mi ha risposto: pasta in bianco, fagiolini, carote e yogurt. Mi sono chiesto se avesse mangiato in ospedale o alla Caritas”. 

Prosegue il genitore: “Difficile comprendere come l’alunno di una scuola primaria, possa saziarsi con un pasto simile. Non sono affatto un accanito sostenitore del partito dei carnivori e, per dovere di cronaca, se non erro sono stati due i pasti settimanali che hanno previsto un consumo di proteine animali. Ma davanti alle pochezze odierne, diventa davvero difficile non pensare che qualcosa non torni”.

Da una parte si punta il dito contro l’Asl per questa scelta

che potrebbe aver consigliato di somministrare pasti vegetariani ai bambini; dall’altra, si teme che l’azienda vada al risparmio. “E’ un dato di fatto che il medico dell’Asl abbia approvato e firmato il menù con la svolta vegetariana per le mense di Bordighera – racconta il genitore – ma lo è altrettanto il fatto che la nostra città e Vallecrosia appartengono alla stessa Asl. Il menù dello stesso giorno, nel Comune confinante era a base di: pasta al pomodoro, polpette alla genovese, bietole e frutta fresca”.

Insomma, per i genitori il menù p carente in termini di proteine. “Una polpetta o una bistecchina, hanno un costo – conclude – due carote e tre fagiolini ne hanno un altro. Dobbiamo pensare questo?”. L’invito, ora, passa al Comune affinché verifichi la regolarità dei pasti.

Fabrizio Tenerelli

Foto di Jan Vašek da Pixabay

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