Nomina di Piaggi a presidente di Ire, il Pd replica: “Non sono trascorsi due anni dal suo incarico di assessore. Rinnoviamo l’invito a dimettersi”


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“Contestiamo decisamente la risposta di Filse e il commento strumentale che, partendo da questa, sviluppa l’assessore Manuela Gagliardi”. I consiglieri comunali spezzini del Partito democratico Marco Raffaelli e Piera Sommovigo non demordono e controreplicano all’agenzia regionale continuando a sostenere che la nomina dell’ex assessore e consigliere comunale di centrodestra Luca Piaggi a presidente di Ire, avvenuta a fine 2023, sia da ritenere illegittima.

“Che a Filse, società responsabile di finanziamenti e non di anticorruzione, possano sfuggire aspetti normativi, seppur molto chiari ed evidenti, lo si può mettere in conto. Che sfuggano invece a chi nella vita esercita la professione forense, proprio non ce lo saremmo aspettati. Pensavamo che le lacune si avessero solo in materia politica – Proseguono Raffelli e Sommovigo -. Ma non c’è problema, dimostriamo ad entrambi, facendo così capire che la brutta figura non è nostra, i motivi per i quali la norma invocata da Filse non può trovare applicazione nel caso di specie”.

I consiglieri dem articolano la risposta in due punti. Il primo: “La questione che abbiamo sottoposto all’Anac riguarda l’inconferibilità e l’incompatibilità. Quindi a nostro giudizio la nomina non poteva essere conferita sin dall’inizio, posto che l’art. 13 ter del D.L. 4 gennaio 2022, non richiama l’inconferibilità bensì l’incompatibilità. Sono, questi, due istituti completamente diversi”.
Il secondo punto: “L’Anac, con delibera del 6 luglio 2022, conferma che le possibilità date dall’art. 13 del D.L. 4 gennaio 2022, valgono solo per i consiglieri comunali dei Comuni sopra i 15mila abitanti, non per gli assessori. Piaggi, prima di essere consigliere comunale, ha svolto il ruolo di assessore fino a giugno del 2022. Risalendo la nomina a presidente Ire al 20 dicembre 2023 è confermata la violazione del termine di due anni (il cosiddetto periodo di raffreddamento) che, secondo legge, sarebbe dovuto trascorrere tra la fine del mandato e la nomina nell’ente pubblico regionale”.

“A ben vedere le osservazioni della società non fanno che confermare la nostra tesi. Pertanto chiederemo anche al responsabile anticorruzione di Regione Liguria di esprimersi in merito presentandogli il nostro esposto. Nel frattempo rinnoviamo l’invito a Piaggi a dimettersi, onde evitare la nullità degli atti firmati per le opere pubbliche della Liguria. All’assessore Gagliardi consigliamo di iscriversi nuovamente a un corso di legge”, concludono Raffaelli e Sommovigo.

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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-10-18 08:23:02 da


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