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COMO Nuova udienza oggi a Como del processo per il sequestro di Cristina Mazzotti, rapita a Eupilio (Como) la sera del 30 giugno 1975 e ritrovata morta il primo settembre successivo in una discarica di Galliate (Novara). Uno dei tre imputati, Giuseppe Calabrò, 74 anni, originario di San Luca ma residente a Bovalino (Reggio Calabria), noto anche con il soprannome di “‘u dutturicchiu”, ha rilasciato spontanee dichiarazioni sostenendo di non avere nulla a che fare con il rapimento. L’accusa gli contesta di avere fatto parte del gruppo di sequestratori in azione la sera del 30 giugno, e in particolare di avere tenuto Cristina e gli amici che erano con lei sotto la minaccia di una pistola spianata, sedendo sul sedile passeggero della Mini della ragazza. “Sono mancino – ha detto Calabrò ai giudici – come…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-04-16 19:27:26 da Redazione Corriere
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