Nuovi documenti entrano nell’inchiesta  – Teramo

Nuovi documenti entrano nell’inchiesta  – Teramo


[ad_1]

TERAMO. Continua l’acquisizione di documenti da parte della Procura che indaga su eventuali ritardi nei primi soccorsi istituzionali a Pamela Di Lorenzo dopo l’esposto del compagno con cui si chiede di fare chiarezza sull’intervento di ambulanze sul posto e sull’assenza di un defibrillatore.
In questo contesto la Procura (pm titolare del fascicolo Enrica Medori) ha disposto anche l’acquisizione di tutte le schede di intervento del 118 riguardanti il caso e degli audio delle telefonate intercorse quella mattina nell’ambito dei soccorsi ad Alba Adriatica.
Alla Procura la famiglia chiede di verificare, così si legge nell’esposto presentato, «se la causa del decesso sia da attribuire a negligenze e ritardi nel soccorso, soprattutto in relazione al tempo trascorso in arresto cardiaco a causa del ritardo negli interventi». E così si ricostruisce sempre nell’esposto dei familiari (assistiti dall’avvocato Tiziano Rossoli: «A dire delle persone presenti l’arrivo dei sanitari, quelli del 118 con ambulanza, è avvenuto a circa 30 minuti dalla prima chiamata, con un ritardo che, oltre ad essere inspiegabile, di certo ha compromesso le funzioni vitali a cui, peraltro, si doveva andare ad aggiungere il fatto che non vi fosse la disponibilità del defibrillatore». Quella drammatica mattina la donna, conosciuta barista benvoluta da tutti, per quasi mezz’ora è stata sottoposta a interventi rianimatori con un lungo massaggio cardiaco eseguito da un turista mentre altri nel frattempo avevano avviato la ricerca di un defibrillatore visto che quello più vicino non era disponibile perché la postazione era sta momentaneamente spostata per i lavori sul lungomare. L’apparecchio usato, prima dal turista e poi da un infermiere appartiene a una postazione distante circa 500 metri dal posto in cui si trovava la donna. «Si chiede di verificare il ritardo nel soccorso», si legge a questo proposito nell’esposto, «anche a causa della mancata presenza di un defibrillatore rimosso da dove era stato allocato sul lungomare Marconi durante il lavoro di rifacimento del manto stradale nello spazio antistante lo stabilimento Copacabana e riposizionato solo dopo qualche giorno dall’infausto evento».
L’autopsia, eseguita idal medico legale Giuseppe Sciarra (presente come consulente della famiglia il medico legale Michele Farinacci) dopo la donazione degli organi che salveranno sette vite, ha accertato che l’arresto cardiaco provocato dalla scarica elettrica ha determinato un’anossia (mancanza di ossigeno al cervello) con danni cerebrali irreversibili. (d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.



[ad_2] L’articolo Nuovi documenti entrano nell’inchiesta  – Teramo
www.ilcentro.it è stato pubblicato il 2024-08-17 03:15:00 da


0 Comments