Nuovo statuto del Comune di Albenga, Ciangherotti (Fi): “La maggioranza vuole mettere il bavaglio al presidente del consiglio”

Nuovo statuto del Comune di Albenga, Ciangherotti (Fi): “La maggioranza vuole mettere il bavaglio al presidente del consiglio”


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Albenga. “È ormai evidente che la modifica dello statuto comunale portata avanti dalla maggioranza ha come unico obiettivo quello di mettere da parte il ruolo e il potere del presidente del consiglio comunale. Come minoranza, siamo pronti a sottoporre ai migliori avvocati amministrativisti della Liguria le eventuali modifiche dai profili potenzialmente anticostituzionali”. Lo dichiara il consigliere comunale e coordinatore albenganese di Forza Italia Eraldo Ciangherotti.

La bozza del nuovo statuto comunale sarà esaminata prima dai capigruppo e in seguito dall’aula: “La variazione dovrà passare in consiglio comunale – spiega Ciangherotti – e sarà nostra prerogativa accertarci scrupolosamente che le modifiche apportate dalla maggioranza rispettino tutti i principi costituzionali”.

“Le modifiche allo statuto del Comune sono state preparate, a seguito del nostro esposto presentato in Procura, da alcuni uffici su impulso del sindaco Riccardo Tomatis – sottolinea il consigliere forzista -. Abbiamo più volte denunciato un episodio gravissimo, ovvero l’interruzione volontaria di un servizio pubblico come il consiglio comunale per motivi politici ad opera di questa giunta con il supporto tecnico di alcuni dirigenti amministrativi. La volontà della maggioranza di modificare lo statuto comunale nasce con la chiara intenzione di mettere il bavaglio al presidente del consiglio comunale, minacciandolo di revocarlo in caso di mancata obbedienza ai loro diktat”.

La revisione statutaria è stata presentata dalla giunta albenganese come “un’operazione necessaria e non più rinviabile”. Conclude Ciangherotti: “Tutte le modifiche saranno esaminate con la lente d’ingrandimento e qualora venissero riscontrati dei profili di incostituzionalità agiremo con assoluta determinazione in tutte le sedi opportune per tutelare le libertà e i diritti garantiti dalla nostra carta costituzionale. Un testo a quanto pare sconosciuto al sindaco di Albenga, che nel corso della convocazione dell’ultima seduta ha preferito andare a cena fuori con i colleghi di maggioranza piuttosto che presentarsi in aula a svolgere il lavoro per cui è stato eletto e per cui è pagato ogni mese”.



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