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È stata occupata la facoltà di Scienze politiche all’università La Sapienza di Roma. Lo annunciano gli studenti di ‘Cambiare Rotta’ che hanno appeso all’ingresso uno striscione con scritto ‘Scipol occupata’ e le bandiere della Palestina.
“Vogliamo che la mozione votata all’unanimità dal Senato accademico sia revocata – affermano in una nota -, che la Sapienza smetta di sostenere il regime di apartheid israeliano, che tronchi gli accordi con quel governo e con tutte le istituzioni che sorgono sui territori occupati”.

All’interno della facoltà ci sono ancora le lezioni e si sta tenendo un convegno.
Prima dell’occupazione c’erano stati momenti di tensione. La polizia, prima dell’inizio dell’incontro, aveva chiuso le porte centrali della facoltà. Gli agenti in borghese si erano posizionati davanti all’ingresso.
Al grido “Free Palestine” e “Free Gaza” poi, un gruppo di studenti che si trovava nel cortile, ha forzato il blocco delle forze dell’ordine ed è riuscito ad entrare all’interno della facoltà di Scienze Politiche.
Alcuni hanno la bandiera della Palestina e su uno striscione si legge “Sapienza for Palestine”.
La richiesta alla rettrice dell’Ateneo Antonella Polimeni, è quella di revocare la mozione di solidarietà a Israele votata all’unanimità dal Senato accademico e di dire “parole sui bambini uccisi in Palestina”.
“Se siamo oggi in questo edificio è per dare voce alle 10 mila persone uccise a Gaza. I nostri spazi ce li riprendiamo. E quindi decidiamo noi le posizioni politiche. E oggi decidiamo che la Sapienza si schiera contro Israele e con il popolo palestinese”, hanno detto gli studenti dopo l’assemblea.
“Vogliamo dire alla rettrice che noi non ci arrendiamo – hanno continuato – Noi da qui non ci muoviamo”.
Il comunicato degli studenti
“Dopo una partecipata assemblea, accesa dalla rabbia per le settimane di massacro del popolo palestinese, martoriato da 75 anni da parte di Israele che oggi accelera la sua politica di genocidio, gli studenti si sono ripresi le aule dell’ateneo”, si legge nel comunicato. “La rettrice della Sapienza continua a schierarsi dalla parte di Israele, e a tenere in vigore numerosi accordi con l’industria degli armamenti e tutto il comparto militare, mentre si nasconde dietro un’ipocrita bandiera della Pace”.
Gli studenti aggiungono che “l’attuale classe politica, da destra a sinistra, continua a privarci dei nostri diritti mentre si sporca le mani del sangue palestinese”. Proprio per questo gli studenti chiedono lo stop agli accordi della Sapienza con Israele e l’industria militare, nonché lo stop all’invio delle armi e il taglio delle spese militari. “Soldi all’istruzione e alla casa, non alla guerra! Vogliamo che la mozione votata all’unanimità dal Senato Accademico del 10 ottobre sia revocata. Vogliamo che la Sapienza smetta di sostenere il regime di Apartheid israeliano in Palestina, che tronchi immediatamente gli accordi con il criminale governo israeliano e con tutte le istituzioni che sorgono sui territori palestinesi occupati: la riunione di Senato Accademico prevista per domani 9 novembre deve prendere in carico le richieste degli studenti, rompendo finalmente questa atroce complicità”.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-11-08 19:22:18 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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