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Una foto di classe goliardica scattata per ricordo e da inserire nell’annuario – a uso interno e stampato dagli studenti – dove spunta una pistola (giocattolo) usata poco prima dello scatto in una rappresentazione ispirata al film Mission Impossible. Tanto è bastato per scatenare un’aspra polemica da parte del sindacato Gilda alla quale ha risposto la dirigente scolastica del polo scolastico Volta, Simona Favari che parla di vicenda «strumentalizzata da un’organizzazione sindacale al puro scopo di attaccare il mio operato».
«Riteniamo che sia gravissimo, anche lesivo per il prestigio della scuola statale, il fatto che la dirigente scolastica del Polo Scolastico Statale “Volta”, con sedi a Castelsangiovanni e Borgonovo abbia autorizzato la pubblicazione di un annuario diffuso in centinaia di copie in cui è inserita una foto nella quale ci sono ragazzi di una classe quarta della scuola secondaria di 2° grado (ex superiori), “tranquillamente” ritratti in compagnia di un uomo che impugna una pistola». Aveva fatto sapere il sindacato Gilda che a corredo della propria nota aveva inviato anche la fotografia.
«Non comprendiamo quale messaggio si voglia trasmettere, – ha spiegato il sindacato – il fatto stesso che nell’ambito di una scuola si brandisca una pistola come se ciò fosse un fatto normalissimo tanto da farne persino una foto di classe ricordo da “esibire” nell’annuario ci lascia sconcertati, la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza si dissocia da questa iniziativa e chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito, in primis all’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna di assumere le determinazioni più consone di fronte a quest’ennesimo caso poco qualificabile che avviene in un contesto scolastico del territorio».
Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, ha rivolto un appello direttamente al ministro Valditara «affinché disponga un accertamento generale in merito alle modalità di gestione e controllo delle attività dei dirigenti scolastici nel territorio della regione, almeno in questa parte di Emilia».
LA REPLICA E LA SPIEGAZIONE DELLA FOTOGRAFIA:
«Mi dispiace molto che questa foto di classe, comunque già oggetto di ampia riflessione interna con gli insegnanti e gli studenti diretti interessati, sia stata inviata alla stampa e strumentalizzata da un’organizzazione sindacale al puro scopo di attaccare l’operato della sottoscritta per alcune prese di posizione non gradite al sindacato Gilda». Replica piccata Simona Favari, dirigente scolastica del Polo Scolastico Statale “Volta”.
Che precisa: «Mio malgrado, infatti, non posso non rilevare come già in passato ci siano stati numerosi tentativi, da parte della stessa sigla sindacale, di attaccare la sottoscritta, mediante ricostruzioni di fatti e vicende in maniera non oggettiva, tanto da rivelarsi del tutto erronee ed infondate, come tra l’altro evidenziato anche nelle puntuali relazioni redatte dalla sottoscritta e trasmesse agli uffici competenti».
«Sul merito della questione, – prosegue – mi preme chiarire alcuni aspetti che ritengo determinanti. Le foto ricordo annuali delle classi vengono gestite in autonomia dai rappresentanti di classe e di istituto degli studenti. Non vi è mai stato quindi da parte del dirigente alcun provvedimento di autorizzazione, poiché gli studenti procedono in autonomia a concordare e a commissionare la stampa delle foto e dell’annuario a cui non viene data in alcun modo diffusione o pubblicazione, trattandosi di materiale ad esclusivo uso interno dei diretti interessati».
«Rispetto alla singola foto in questione, sono a conoscenza delle circostanze che la riguardano perché le attività gestite direttamente dagli studenti sono comunque sempre supervisionate da un docente referente o da un docente del consiglio di classe. Una volta informata, mi sono quindi recata dai ragazzi della classe interessata e dai loro docenti per chiedere spiegazioni, poiché l’approccio che mi caratterizza da sempre è quello del dialogo e del confronto aperto. La ragione della presenza nella foto della pistola giocattolo risiede nel fatto che spesso agli studenti in occasione della foto annuale piace concordare un “tema” con un intento un po’ goliardico e spiritoso in cui tutti sono coinvolti nei preparativi per “interpretare un ruolo”. In questo caso i ragazzi di questa classe avevano scelto di ispirarsi alla serie cinematografica “Mission Impossible” impegnandosi ad indossare “abiti neri ed eleganti” che richiamassero i protagonisti del film. Per tale motivo, nella stessa immagine, vi era presente uno dei soggetti con in mano, come “oggetto di scena”, una pistola giocattolo».
«L’intento degli studenti non era, pertanto, in alcun modo quello di veicolare messaggi di natura violenta, ovvero contrari ai sani principi e valori su cui si fonda la nostra istituzione scolastica, considerando tra l’altro che la classe in questione si è più volte distinta per la disponibilità a impegnarsi in numerosi progetti ed attività, di forte valenza educativa e sociale, in favore della comunità e in rappresentanza della scuola. Questo mi hanno spiegato i ragazzi nel nostro incontro e insieme ai docenti in quel momento presenti ho accolto la loro motivazione, facendoli comunque riflettere sulla necessità di tenere conto delle possibili interpretazioni negative e degli equivoci che una immagine simile avrebbe potuto generare, soprattutto in un mondo come quello attuale in cui le circostanze spesso non vengono adeguatamente approfondite e i rischi di strumentalizzazioni e fraintendimenti sono molto alti».
«Che poi purtroppo questa chiara strumentalizzazione giunga da un sindacato, che dovrebbe piuttosto occuparsi della tutela del personale della scuola e degli studenti contribuendo a migliorarne le condizioni, mi sembra veramente grave. L’amministrazione scolastica che dirigo, intanto procederà a porre in essere le opportune verifiche al fine di individuare i responsabili della illegittima divulgazione a mezzo stampa della foto in questione, che ritrae studenti anche minorenni, in assenza della prescritta “liberatoria” rilasciata dai genitori degli stessi, la quale, di certo, non può essere sostituita da un “cerchietto” impresso sul viso dei soggetti minorenni. Mi preme infine sottolineare come la comunità del Polo Volta abbia acquisito sul territorio negli ultimi anni una credibilità significativa, testimoniata dalle innumerevoli collaborazioni in atto con i principali attori delle realtà istituzionali e produttive nonché dalla costante e continua crescita delle iscrizioni. E tale prestigio, conseguito con gli innumerevoli sacrifici di tutte le componenti della stessa comunità scolastica, non sarà di certo minimamente scalfito da una strumentalizzazione inqualificabile, nei cui confronti, lo anticipo sin da ora, l’Istituto scolastico tutelerà i propri diritti ed interessi nonché la propria immagine nelle sedi competenti».
www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-08-07 07:00:00 da
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