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Annerite, sporcate con vernice, quasi da sembrare bruciate. Due pietre di inciampo, in via Dandolo al civico 6, sono state vandalizzate. Poste non molto tempo fa, ricordano che da questo palazzo di Trastevere sono stati prelevati e arrestati, il 16 maggio 1944, Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, che avevano rispettivamente 36 e 39 anni. Sono stati deportati ad Aushwitz e bruciati nei forni crematori.
Per questo il nero fumo che ieri si è visto su queste due targhe di ottone poste sul marciapiede è stato un segnale inquietante arrivato nei giorni in cui Israele combatte contro Hamas dopo gli attacchi subiti il 7 ottobre scorso.
Il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun non nasconde tutta l’angoscia del momento: «Se fosse confermato che si tratta di un atto di profanazione deliberato, sarebbe gravissimo».
E poi ricorda che «le pietre d’inciampo per la nostra comunità e per tutti i romani hanno un alto e drammatico significato di memoria e omaggio alle vittime della follia antisemita».
L’oltraggio al ricordo degli ebrei uccisi dalla follia nazista avviene nelle stesse ore in cui a Parigi compaio le Stelle di David su case e negozi rievocando i periodi più bui della storia europea quando i luoghi abitati da ebrei venivano marchiati nel segno dell’antisemitismo.
Quindi, dice Fadlun, «mi auguro che non si ripeta anche da noi quanto purtroppo sta avvenendo in Francia. Ribadisco la piena fiducia nella vicinanza e vigilanza delle istituzioni e delle forze dell’ordine».
Sono infatti in corso verifiche per scoprire chi ha commesso questo ignobile gesto. Gesto che tuttavia porta indietro nella memoria. Nel maggio del 2019 quando in via della Reginella nel cuore del Ghetto sulle pietre in ricordo delle vittime famiglie Piattelli e Di Capua, vittime del rastrellamento, comparve la scritta «L’assassino torna sempre sul luogo del delitto».
E poi ancora in via Madanna dei Monti il 10 dicembre del 2018 vennero rubate da sconosciuti 20 pietre d’inciampo.
Prima ancora il 15 gennaio dei 2012 in via di Santa Maria di Monticelli 67 vennero rimosse le pietre di inciampo delle sorelle Elvira, Graziella e Letizia Spizzichino deportate ad Auschwitz. A toglierle un farmacista che viveva nel condominio di fronte che giustificò il suo gesto dicendo che non voleva il cimitero davanti al portone di casa sua.
Quest’ultimo restituì le pietre riconsegnandole personalmente a Emma Hora Aboaf, nipote delle sorelle Spizzichino.
Nella notte tra il 27 e il 28 febbraio 2010 avvenne un episodio che potrebbe essere simile a quello che si è verificato in via Dandolo. Vennero imbrattate con la vernice nera le pietre d’inciampo con incisi i nomi della famiglia di Piero Terracina e collocate dal Comune di fronte alla casa di Monteverde in cui abitavano in piazza Rosolino Pilo 17.
Nel giorno in cui le pietre d’inciampo vengono di nuovo imbrattate di nero, nel tentativo vano di cancellare la memoria degli ebrei che hanno perso la vita nei campi di sterminio, «Roma condanna fermamente questo gesto inaccettabile e miserabile», scrive il sindaco Roberto Gualtieri che si stringe alla Comunità ebraica in queste settimane di grande apprensione.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-31 22:11:20 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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