Omicidio Cini. Casca il movente economico, il fratello della vittima: “N…


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di Ilaria Lumini

PISTOIA – Le indagini patrimoniali effettuate dai carabinieri, su delega della Procura, avevano individuato come probabile movente dell’omicidio una situazione reddituale difficile per Maiorino ed una aspettativa ereditaria (si è parlato di circa 1 milione di euro) che dalla morte di Alessio Cini sarebbe derivata e di cui avrebbe potuto indirettamente beneficiare.

Ma stando alle testimonianze del fratello, Luca Cini, e della suocera della vittima rese questa mattina nell’aula bunker della Corte d’Assise di Firenze, di nessuna eredità vi è traccia.

Sono emersi quindi dettagli importanti: il fratello della vittima ha raccontato ai giudici che di fatto non esiste l’eredità di un milione di euro ma bensì un’antica casa a Sant’Ippolito di Prato (paese natale della vittima) del valore catastale di circa 60 mila euro.

“E questo è quanto risulta nella denuncia di successione – spiega l’avvocato di Daniele Maiorino, cognato della vittima accusato dell’omicidio di Cini – Non ci sono state suddivisioni perchè alla morte della madre di Cini hanno deciso di destinare quelle poche somme di liquidità alla sorella disabile. Quindi di fatto Alessio Cini, già nel 2023 e quindi alla morte della madre, già sapeva che nel suo patrimonio non sarebbe confluito nessuna eredità”.

E’ emerso anche una situzione economica difficile della vittima “con richiesta di prestiti di denaro al fratello” continua il legale Katia Dottore Giachino.

Inoltre continua la questione dei vicini di casa e il litigio tra loro un mese prima della morte di Cini: ricordiamo che la vittima, 56 anni, è stato trovato morto, semi carbonizzato, davanti al piazzale della villetta trifamiliare alla Ferruccia. Una villetta immersa nel verde dei vivai e divisa in porzioni: al primo piano la vittima con la figlia, al piano terra il cognato con la moglie e la figlia e una terza porzione una coppia di vicini di casa.

“Tutti in famiglia sapevano del litigio che ci sarebbe stato tra Alessio Cini e il suo vicino di casa un mese prima della morte. La deposizione più importante quindi è quella del fratello di Cini con la quale casca il movente economico ipotizzato dalla Procura, come noi abbiamo sempre sostenuto” sottolinea l’avvocato.

La suocera di Maiorino ha infine descritto i rapporti tra l’imputato e la vittima: rapporti normali, si volevano bene e non c’erano litigi.

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www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-02-04 18:34:39 da Ilaria Lumini


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