Omicidio Placentino a San Giovanni Rotondo: eccezioni della difesa

Omicidio Placentino a San Giovanni Rotondo: eccezioni della difesa


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Omicidio Placentino a San Giovanni Rotondo: eccezioni della difesa

Resta in stand-by, fino al prossimo venerdì 24 gennaio, l’udienza preliminare per l’omicidio del 34enne Michele Placentino, avvenuto a colpi di pistola il 2 febbraio 2024, a San Giovanni Rotondo, in un appartamento di via Paolo VI. Per il fatto, vi è un unico indagato: si tratta di Michele Piano, 50enne del posto e cugino della vittima, difeso di fiducia dagli avvocati Luigi Marinelli e Vincenzo Antonio Maizzi; l’uomo fu arrestato dai carabinieri dopo aver tentato di rendersi irreperibile. Accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, l’indagato si dichiara innocente.

Gli spari, il video cancellato e gli abiti insanguinati

In aula, i legali hanno rappresentato una serie di eccezioni sulle quali la gup Marialuisa Bencivenga ha deciso di riservarsi. In particolare, è stata eccepita la nullità dei decreti autorizzativi “per insufficienza e incompletezza delle motivazioni” nonché la nullità della richiesta di rinvio a giudizio “per incompletezza e mancata specificazione dell’aggravante dei futili motivi”, in quanto dal capo di imputazione “non si comprenderebbe quali siano i motivi abietti e futili contestati all’indagato”.

Ancora, è stata avanzata richiesta di trascrizione delle intercettazioni e quella di incidente probatorio per ascoltare e mettere a confronto i testi che hanno reso versioni contrastanti dei fatti. Da ultimo è stata fatta richiesta di un esperimento giudiziale finalizzato ad effettuare un sopralluogo e una puntuale ricostruzione del fatto sulla scena del reato.

Tutte eccezioni che hanno registrato la netta opposizione della pubblica accusa (pm Miriam Lapalorcia). A seguito dell’accesa discussione tra le parti processuali, la gup ha rinviato lo scioglimento delle riserva in una udienza straordinaria prevista per il 24 gennaio. Presentate, infine, istanze di costituzione di parte civile da parte delle cinque parti offese individuate nel procedimento, rappresentate dall’avvocato Angelo Pio Gaggiano.

L’ACCUSA | Secondo la procura, “per motivi abietti o futili”, l’indagato avrebbe esploso dei colpi con una pistola clandestina “a seguito di un banale litigio tra la vittima e un suo conoscente”. Tre i colpi andati a segno, “almeno uno dei quali attingeva la persona offesa al torace e all’addome destro, cagionandone così la morte, che avveniva per shock emorragico da lesioni perforanti delle regioni toracica e addominale destra, con prevalenza a carico del polmone omolaterale”.

LA RICOSTRUZIONE DEL CASO | Secondo gli inquirenti il movente del fatto di sangue sarebbe da ricondurre un litigio per questioni passionali: erano almeno cinque le persone che, quella sera, si erano incontrate in via Paolo VI, dove vive Piano insieme alla sua compagna. Nel corso della serata, è emerso, la vittima e un’altra persona avrebbero avuto un acceso diverbio, con il primo che accusava il secondo di importunare la moglie. A quel punto, secondo la tesi di un testimone, si sarebbe intromesso Piano che avrebbe impugnato l’arma e aperto il fuoco; circostanza, questa, negata dal 50enne che nelle ore successive al fatto si è allontanato con la sua auto per raggiungere un’abitazione in campagna. Una sesta persona, invece, ripresa dalle telecamere della zona allontanarsi a bordo di un’auto bianca, non è stata ancora individuata dai carabinieri.

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www.foggiatoday.it è stato pubblicato il 2025-01-21 18:21:00 da


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