Omicidio Sartini, parla la testimone che può scagionare Nica: “Era …

Omicidio Sartini, parla la testimone che può scagionare Nica: “Era …


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Omicidio Sartini, parla la testimone che può scagionare Nica: “Era …

CHIARAVALLE – Prima assolto, poi condannato a 16 anni di carcere. Dopo un lungo valzer giudiziario, con il caso arrivato in Corte d’Assise d’Appello di Firenze, si riaprono spiragli di assoluzione per l’unico accusato dell’omicidio di Giancarlo Sartini, Nica Cornel, 30 anni, di origine romena. Il delitto del vicino di casa si consumò la notte tra il 26 e il 27 dicembre del 2014. Sartini, 53 anni, fu aggredito a colpi di spranga mentre si trovava a letto e fu derubato di oro e denaro. Una delle prime ipotesi era che avesse sorpreso un ladro nel suo appartamento. I sospetti erano caduti su Cornel. I carabinieri infatti intercettarono delle conversazioni con la madre, al telefono, mentre pronunciava frasi che sembravano quasi una confessione di colpevolezza.

La difesa del ragazzo, che attualmente è libero e vive all’estero, non ha ritenuto attendibili quelle intercettazioni perché il romeno, che aveva un rapporto problematico con la famiglia, avrebbe solo voluto attirare le attenzioni della madre. Così l’avvocato Simeone Sardella aveva fatto una istanza per chiedere di risentire la prostituta che quella notte era con Cornel. Oggi, dopo anni in cui la donna sembrava irreperibile, si è presentata in Corte d’Assise d’Appello a Firenze. È ritenuta una testimone chiave della difesa di Cornel perché ha passato gran parte della notte, in un orario compatibile con quello dell’omicidio, con l’imputato. La squillo, ormai ex perché ha cambiato vita, si è presentata in aula e ha confermato di essere stata a casa di Nica attorno all’una e di essere andata via due ore dopo lasciandolo che domiva. «Ero con lui», ha sostenuto.

La donna ha detto che non è stata nemmeno pagata da Cornel. Lei faceva la professione da poco e non era avvezza a trattare con la clientela. Lo aveva visto ubriaco poi si era addormentato e a quel punto lei se ne era andata. Per l’accusa il 30enne avrebbe ucciso il vicino per derubarlo del denaro servito a pagare proprio la squillo. Sarebbe entrato a casa sua e poi lo avrebbe colpito brutalmente dopo che lo aveva sorpreso a rubare. La Procura ha chiesto la conferma della condanna di secondo grado, i 16 anni di carcere. La difesa ha chiesto l’assoluzione. La sentenza è prevista per il 19 marzo.

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-01-29 21:33:16 da


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