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TERAMO. Chieste due condanne per l’operaio morto dopo essere precipitato dal tetto della ditta Ecotel di Notaresco: gli imputati sono il rappresentante legale della ditta esterna per cui l’uomo stava lavorando e un tecnico esterno coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori. Per entrambi è in corso il processo con il rito abbreviato davanti al giudice Lorenzo Prudenzano e per entrambi la Procura ha chiesto la condanna a un anno per omicidio colposo e violazione della norma antinfortunistica. Il drammatico incidente avvenne nel settembre del 2022. La vittima Roberto Scipione, 52enne di Bisenti, era salito sul tetto del capannone della Ecotel per installare pannelli fotovoltaici per conto di una ditta esterna quando, si legge nel capo d’imputazione, «calpestava un lucernaio in vetroresina in fase di rimozione (il cui telaio di sicurezza era appena stato rimosso onde permetterne la sostituzione) che cedeva sotto il suo peso cagionandone la precipitazione al suolo da un’altezza di 6,67 metri». I soccorsi furono immediati ma per l’uomo non ci fu niente da fare. Si torna in aula ad aprile per la sentenza. Fin qui la cronaca di un’altra tragedia sul lavoro. Sullo sfondo i dati di recente resi noti di recente dall’Inail che sono di una nettezza cruenta: nel 2022 le denunce per infortunio nel Teramano sono state 4.570, il +51% rispetto al 2021: è il secondo dato più alto della regione e quello con la variazione percentuale maggiore, superando le province dell’Aquila (2.980 denunce, +22% rispetto al 2021) e Pescara (3.313 denunce, +32%) e dietro Chieti – la provincia più popolosa d’Abruzzo – con 4.950 denunce e il +37% rispetto al 2021. (d.p.)
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L’articolo Operaio precipitato, chieste due condanne a un anno – Teramo
www.ilcentro.it è stato pubblicato il 2024-03-23 02:19:00 da

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