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Tutto è nato, nel 2019, da un furto d’identità. I carabinieri di Scandiano in primis e quindi la procura hanno intuito la portata di quello che è stato poi appurato negli anni successivi. Il procuratore capo Paci ha evidenziato l’importanza delle intercettazioni
REGGIO EMILIA – Un furto d’identità, da questo parte l’indagine durata almeno due anni, sviluppata dagli investigatori con tutte le difficoltà del caso durante il periodo della pandemia.
E’ il 2019 quando un cittadino si presenta in caserma a Scandiano e sporge denuncia. I carabinieri lo conoscono e capiscono velocemente il contesto: si tratta della spia di qualcosa di molto più grande. Ne sono convinti anche i sostituti procuratori Marco Marano e Giacomo Forte che con l’ex procuratore capo Marco Mescolini iniziano il lavoro investigativo ereditato poi dall’attuale procuratore Calogero Gaetano Paci con i pm Finocchiaro e Chiari.
Il procuratore Paci ha anche messo in luce, in risposta alla riforma ministeriale taglia…
www.reggionline.com è stato pubblicato il 2024-02-20 18:45:08 da Cristiana Boni

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