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Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto torna domenica 9 febbraio (ore 21:00) sul palcoscenico del Teatro Galli con un nuovissimo trittico firmato da tre grandi coreografi internazionali: Crystal Pite, Angelin Preljocaj e Diego Tortelli. Un vero e proprio concerto in danza che inizia con le sonate di Brahms e finisce con il post-rock del gruppo Godspeed You! Black Emperor, intervallato dalle famose note del Chiaro di luna di Beethoven.
Solo Echo, della pluripremiata coreografa canadese Crystal Pite, si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia “Lines for Winter” di Mark Strand. Come nella poesia di Strand, Solo Echo (coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna) invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita.
Reconciliatio è un delicato passo a due femminile firmato da uno dei più importanti coreografi a livello internazionale Angelin Preljocaj. Il duetto prescelto è tratto da Suivront mille ans de calme (Seguiranno mille anni di calma), un lavoro caratterizzato da una vena poetica e impressionista, ispirato ad una lettura assidua ma non letterale dell’Apocalisse. Per il coreografo non vanno ricercati riferimenti puntuali al testo di San Giovanni. Si tratta invece di rivelare, svelare e mettere in evidenza (come indica l’etimologia della parola apocalisse: sollevare il velo) elementi presenti nel nostro mondo, ma sottratti ai nostri sguardi. L’arte di Preljocaj tornerà al Teatro Galli anche il 22 ottobre, per l’originale rivisitazione del capolavoro di Čajkovskij il Lago dei cigni.
Un affresco di sensualità e travolgente vitalità è Glory Hall di Diego Tortelli, uno dei più creativi coreografi del panorama italiano (coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna). Un viaggio sensoriale e ribelle in un luogo di mezzo, sospeso tra luce e oscurità. In uno spazio nero ma mai realmente oscuro, la coreografia per sedici danzatori di Aterballetto, si sviluppa come un rito estatico dove sensualità e spiritualità profana si intrecciano, creando un gioco continuo tra piacere, virtuosismo e la ricerca di una personale versione di gloria. La danza, ribelle alla narrazione, si rigenera costantemente, lasciando esplodere emozioni effimere, destinate a svanire e rinascere. In Glory Hall tutto è possibile: la musica guida in un crescendo di armonia e trasgressione, per un’estasi che non conosce confini, tra sonorità rock e melodie sinfoniche.
www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2025-02-07 18:09:37 da

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