Padre madre e due figli condannati in I grado: hanno sottratto 13 milion…

Padre madre e due figli condannati in I grado: hanno sottratto 13 milion…


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PISTOIA – Erano stato arrestati il 21 maggio del 2022 a Ponte Buggianese: una intera famiglia (madre padre e due figli 30enni) accusata di aver sottratto tredici milioni di euro (tra soldi, auto, quote societarie..) a due anziani benestanti residenti a Pisa e Santa Croce sull’Arno.

Al tribunale di Pistoia si è svolta la prima fase del processo, in cui tutta la vicenda è stata ricostruita.

Un primo sequestro dei carabinieri: materiali sottratti ai due anziani

I quattro erano stati arrestati dai carabinieri di Montecatini con i carabinieri della polizia giudiziaria della Procura con l’accusa di circonvenzione di persone incapaci e ricettazione. La madre era anche riuscita a far nominare i due figli eredi universali dei testamenti delle vittime, malati di demenza senile

La madre del nucleo familiare, era riuscita a convincere le due vittime a sottoporsi per un lungo periodo di tempo a delle bizzarre sedute di pranoterapia, che la stessa svolgeva a domicilio nelle abitazioni dei due anziani. Durante tali terapie, nel corso del tempo, era riuscita a catturare la fiducia dei suoi due pazienti riuscendo a far presa su di loro e raggirarli completamente: facendo consegnare a se stessa e ai suoi due figli grosse somme di denaro, orologi, gioielli e monili preziosi. Poi anche un’auto e addirittura quote societarie di alcune aziende. Ma il colpo grosso era stato quello di riuscire a far nominare i due figli quali eredi universali dei testamenti delle due vittime. Una somma complessiva che i carabinieri avevano valutato attorno ai 13 milioni di euro, soldi che il padre aveva poi cercato di reinvestire.

Parte della refurtiva era stata rinvenuta dai Carabinieri nel corso di alcune perquisizioni.

I quattro truffatori sono ora stati sottoposti a giudizio

Padre madre e due figli condannati in I grado: hanno sottratto 13 milion…
Carabinieri

L’indagine trae origine dalla denuncia-querela sporta nel luglio 2020 nei confronti di Maddalena Alessio per il reato di circonvenzione di incapace, dopo una lunga attività di indagini, comprese intercettazioni telefoniche. Il quadro si era via via andato componendo.

La Sezione di P.G. CC aveva identificato un’anziana che a sua volta aveva compiuto, a partire dal 2016, una serie di atti dispositivi (donazioni per oltre cinque milioni di euro, testamenti, trasferimenti di denaro dall’estero, variazione di polizze vita, …) in favore di Maddalena Alessio e Luana Palatresi e Jonathan Maddalena.

Da subito, spiegano gli inquirenti, era emerso un collegamento tra le due persone offese: entrambe erano solite rivolgersi alla Palatresi per svolgere sedute di pranoterapia.

In data 15 luglio 2021 erano state eseguite perquisizioni presso le abitazioni degli indagati che consentivano di rinvenire, occultati anche in cassette di sicurezza, denaro contante e vari documenti che venivano sequestrati.

La successiva perquisizione di un capannone nella disponibilità di Maddalena Donato permetteva di trovare una cassaforte – nonostante i tentativi degli imputati di non farla notare ai carabinieri – al cui interno venivano rinvenute e sequestrate numerose cartelline contenenti documenti riferibili alle vittime, oltre che numerosi oggetti preziosi di ingente valore, che venivano successivamente riconosciuti come propri dall’anziano. E anche somme di denaro anche in valuta estera.

Nell’occasione c’era stato anche il sequestro di telefoni cellulari in uso a Luna Palatresi e a Alessio Maddalena: da qui erano emerse chat da cui si capiva che l’anziano si rivolgeva alla Palatresi, ad esempio, per chiedere consigli sull’assunzione di farmaci e per chiederle di “purificargli” gli oggetti.

Anche l’anziana si rivolgeva frequentemente alla Palatresi, la quale, da un lato la persuadeva di poterle fare la pranoterapia anche a distanza per eliminarle il prurito che avvertiva; la donna inoltre alimentava la sua convinzione di potersi mettere in contatto con i genitori deceduti e, in particolare, con il padre.

Dalla consulenza tecnica psichiatrica è emersa una infermità mentale per l’uomo ed uno stato di deficit cognitivo per l’anziana signora, situazioni di cui gli indagati avevano approfittato per procurarsi lauti profitti.

Durante le indagini i carabinieri avevano eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso d’urgenza dal P.M. e poi convalidato dal GIP, di ingenti somme di denaro e titoli per oltre tre milioni di euro depositati su vari conti bancari intestati agli indagati.

Poi c’era stato il fermo dell’intera famiglia: madre e padre agli arresti domiciliare e i due figli 30enni finiti in carcere.

Il dibattimento

Nel dibattimento, che ha avuto inizio nel gennaio 2023 dinanzi al Giudice Monocratico, agli imputati sono stati contestati tre capi di imputazione ed in particolare ai deu figli e alla madre il reato di circonvenzione di incapace in danno di entrambe i morti; al solo padre, Donato Maddalena, il reato di ricettazione di beni e denaro provenienti dai reati di circonvenzione di incapace commessi da moglie e figli.

Processo in Tribunale

Durante lo svolgimento del dibattimento gli imputati hanno raggiunto un accordo con la parte civile della signora, sciogliendo per mutuo consenso il precedente contratto di donazione di oltre quattro milioni e mezzo di euro e regolando la restituzione di denaro e immobili, previa revoca del sequestro preventivo disposta dal giudice.

Il processo si è concluso il 2 febbraio scorso con la condanna di Alessio Maddalena e Luana Palatresi alla pena di anni 4 di reclusione ed euro 600 di multa ciascuno; il figlio Jonathan, assolto per non aver commesso il reato in danno dell’uomo, è stato invece condannato alla pena di anni 2 mesi 9 di reclusione ed euro 300 di multa per il reato in danno della signora. Condannato anche il padre alla pena di anni 2 e mesi 3 di reclusione ed euro 520 di multa. Alcuni dei reati più remoti sono stati dichiarati prescritti. Tutti gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali. Maddalena Alessio e Palatresi Luana sono stati inoltre condannati al risarcimento del danno ed al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva nonché alla refusione delle spese della parte civile dell’uomo.

Si tratta del primo grado di giudizio, per cui tutti i membri della famiglia devono essere considerati ‘presunti innocenti’, fino al passaggio in giudicato della sentenza nella successiva sede processuale.

(m.d.)

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www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-02-05 19:09:10 da Marzio Dolfi


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