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29/01/2024
– Il Vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Biancani ha presentato un’interrogazione per sollecitare la stesura e approvazione dell’atto aziendale dell’AST Pesaro Urbino, documento fondamentale per capire quali saranno i reparti e i servizi negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie provinciali. “Un atto che – spiega Biancani – stando alla pianificazione post riforma delle AST, doveva essere approvato a fine 2023 e per il quale, invece, sono ancora in discussione le linee guida che i tecnici dovranno seguire per poterlo predisporre”
“La Regione prima ha cancellato il progetto del nuovo ospedale Pesaro-Fano da oltre 600 posti letto e ha soppresso l’Azienda ospedaliera Marche Nord e l’ASUR, creando un’unica azienda, la AST, che ora gestisce le 4 strutture ospedaliere, in pratica un ospedale unico con 4 sedi, e tutte le altre strutture sanitarie territoriali. Poi, ha rimandato per oltre un anno la stesura dell’atto aziendale, per non dover decidere quali reparti e servizi chiudere e dove; continuando a raccontare ai cittadini che sarebbero riaperti tutti gli ospedali chiusi e che ognuno avrebbe avuto vicino casa ogni tipo di servizio, chiamando ancora “ospedali” strutture come quelle di Sassocorvaro, Fossombrone e Cagli che ospedali non sono, non avendo il Pronto Soccorso. Promesse elettorali che dovranno fare i conti con la realtà quando finalmente si pubblicherà l’atto aziendale. Non a caso, a mio avviso, l’approvazione di tale atto sarà fatto slittare fino a dopo le elezioni amministrative, per evitare che i cittadini si rendano conto che la Regione fino ad oggi ha raccontato una storia diversa dalla realtà e che dovrà ridurre, se non chiudere, diversi reparti e servizi nel territorio”.
“L’Atto aziendale conterrà un quadro concreto e certo, non solo di quanti e quali servizi verranno mantenuti, potenziati o eliminati, ma anche di dove verranno erogati e da quale e quanto personale e con quante risorse. Non a caso, in più occasioni, sia durante risposte alle interrogazioni, sia in incontri pubblici, dove si chiedevano chiarimenti su possibili spostamenti o soppressioni di servizi ospedalieri, la Regione ha dichiarato che le risposte sarebbero state contenute negli atti aziendali. Un esempio è il caso del nuovo ospedale di Pesaro – spiega Biancani -. La Regione ha affermato, in risposta ad una mia interrogazione in Aula e in un Consiglio comunale dedicato, che solo con l’atto aziendale si chiarirà quali reparti saranno mantenuti o potenziati a Pesaro e quali a Fano, essendo stati dichiarati entrambi ospedali di primo livello con specializzazioni di secondo. Lo stesso vale per i reparti di Urbino e Pergola”.
“La riforma della sanità marchigiana e la creazione delle AST risalgono ormai a più di un anno fa. Da allora, la Regione ha continuamente rinviato la stesura degli atti aziendali, che ancora è ferma e richiederà diversi mesi. Attualmente, infatti, le linee guida per la stesura sono all’esame della Commissione Assembleare competente, seguirà l’adozione dell’atto definitivo da parte della Giunta presumibilmente a fine gennaio, i direttori delle aziende avranno a disposizione 60 giorni per predisporre gli atti aziendali e altri 10 per trasmetterli alla Giunta che nei 40 giorni successivi esaminerà ed approverà l’atto o formulerà osservazioni su eventuali contrasti con la programmazione e con gli indirizzi della Regione, infine il direttore dell’AST, adeguandosi agli eventuali rilievi, adotterà l’atto aziendale. Tempi che se rispettati porterebbero all’approvazione dell’atto aziendale a poche settimane dalle elezioni e che vedranno facilmente uno slittamento in avanti di tutte le scadenze”.
“Una volta approvato l’atto dell’AST 1, la Giunta Acquaroli non potrà più inventare scuse, perchè sarà scritto nero su bianco quali reparti e servizi chiuderanno, verranno accorpati o si trasferiranno a seguito dei tagli. Infatti, sebbene nelle linee guida, in fase di approvazione, sia indicata la volontà di potenziare i servizi, viene anche ben specificato che si attende una riduzione dell’offerta, rispetto all’assetto attuale, perchè saranno necessarie delle razionalizzazioni per contenere le spese e per il poco personale. Si sottolinea, nello specifico, che non dovranno esserci duplicazioni delle attività. A dicembre 2023, inoltre, la Giunta regionale ha autorizzato le AST a redigere i bilanci di previsione 2024, prevedendo un taglio ai trasferimenti regionali di più di 149 milioni di euro (un taglio di più del 4,5% ad ogni AST). In definitiva, con gli atti aziendali, i direttori generali delle AST sono chiamati a riorganizzare gli Enti, potenziando dei servizi ma al contempo avendo a disposizione meno risorse finanziarie rispetto allo scorso anno, dovendo coprire i maggiori costi con azioni di efficientamento. Quindi, si è già ben consapevoli che si dovranno tagliare dei reparti, e per questo la Giunta sta rimandando il più possibile il momento della scelta e della chiarezza verso i cittadini. Mantenere tutti gli attuali servizi è già oggi impossibile, e per non decidere dove e cosa chiudere, la Regione sta spendendo centinaia di migliaia di euro per pagare medici privati a gettone, dimostrando che per mantenere tutti i presidi promessi l’unica soluzione, prima o poi, sarà ricorrere alle privatizzazioni”.
“Per questo con un’interrogazione sottoscritta anche dalla Consigliera Vitri e dal Gruppo PD, ho chiesto sia velocità nell’approvazione delle linee guida e successivamente del piano, affinché non si arrivi a dopo le elezioni, sia chiarezza su quali servizi si riusciranno davvero a potenziare, e quali saranno i criteri per decidere quali tagliare. In particolare, abbiamo chiesto delucidazioni sul futuro di alcuni reparti importanti per l’ospedale di Pesaro: Servizi di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, Punto Nascita e Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura. Reparti attualmente presenti sia a Pesaro, sia a Fano, sia a Urbino e per i quali è presumibile, stando alle attuali linee guida, che occorrerà una razionalizzazione”.
“Va anche detto che parte del problema che emergerà è frutto della scelta di rivedere il progetto del nuovo ospedale di Pesaro, che inizialmente prevedeva oltre 600 posti letto, proprio per poter accogliere in modo efficiente i reparti di Pesaro e Fano, evitando doppioni, mentre ora ne prevede poco più della metà, non patendo quindi accogliere tutte le specializzazioni. Se la Regione proseguirà su questa strada sarà costretta, per non tradire del tutto le promesse fatte ai territori, a disseminare i reparti e i servizi tra i vari presidi a macchia di leopardo, aumentando così il disagio per i pazienti, le famiglie e il personale, costretti sempre di più a spostarsi da un post all’altro della provincia per curarsi. Il tutto per mere logiche di opportunismo elettorale, senza pensare ai disagi che questo arrecherà alle persone. Mentre, se la Giunta decidesse di ascoltare i tecnici, questi probabilmente direbbero che serve un grande ospedale per le cure specializzate, un progetto che però la Giunta ha cestinato a inizio mandato, aumentando così anche la fuga di medici dal servizio pubblico”.
“L’approvazione degli atti aziendali è ormai urgente – conclude Biancani – per fare chiarezza e attenuare il clima di disorientamento che vivono attualmente sia i cittadini che gli operatori sanitari, stretti in un limbo di incertezza, alimentato da promesse di potenziamento ma smentito dai tagli alle risorse e dalla continua fuga dei medici dalla sanità pubblica. Problemi resi sempre più evidenti dall’allungarsi delle liste d’attesa che costringe i cittadini a rivolgersi al privato”.
www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2024-01-29 13:02:01 da

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