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FOGGIA – Non ci sono elementi che possano attribuire a qualcuno la responsabilità dell’omicidio di Mastromatteo e, dunque, la procura di Foggia si appresta ad archiviare il caso.
Secondo i magistrati, mancano le prove.
L’autopsia non ha evidenziato le cause della morte, ipotizzando anche un malore naturale provocato dall’assunzione di cocaina.
Le mutilazioni potrebbero essere state provocate dai cinghiali.
I genitori si oppongono alla richiesta di archiviazione avanzata dal pm del procedimento sulla morte di Michele “Mex” Mastromatteo, l’uomo di Peschici trovato morto sul Gargano ad ottobre 2020.
La famiglia della vittima, rappresentata dal legale Giuseppe Falcone, vogliono che il caso non venga archiviato e pretendono verità sulla triste fine del loro congiunto.
Ad inizio 2022 le indagini sulla morte di Mastromatteo vennero prorogate per ulteriori sei mesi.

Sotto inchiesta Raffaele Tavaglione e Francesco Daniele indagati per omicidio e occultamento di cadavere.
“Questa famiglia ha avuto un figlio barbaramente ucciso – dichiarò l’avvocato Falcone – Michele non è morto per cause naturali perché una persona trovata in quello stato non può essere morta accidentalmente”.
L’avvocato nutre forti sospetti anche per via del taglio netto delle braccia “che non può essere stato causato dalla fauna.
Probabilmente chi l’ha ucciso ha voluto mandare un messaggio. Forse Michele aveva ‘toccato’ qualcosa che non doveva toccare.
Una persona ritrovata a torso nudo, ricoperta da un cassone, priva parzialmente degli arti superiori, con un grosso buco dietro la testa, non può essere morta per cause naturali”.
www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2024-01-19 18:25:51 da Redazione

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