Piazzale Lazzarini si riempie di musica e solidarietà per Gaza


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In un weekend pieno di manifestazioni ed eventi culturali, sono state circa 300 le persone che venerdì 27 giugno (Piazzale Lazzarini, alle ore 19) hanno aderito alla manifestazione nazionale La Musica contro il Silenzio, un evento collettivo che sta unendo città e comunità musicali in tutta Italia intorno alla tragedia vissuta dal popolo palestinese.

Nata a Firenze nei corridoi del Teatro del Maggio e dell’Orchestra della Toscana, l’iniziativa si è rapidamente diffusa in decine di piazze grazie al passaparola tra musicisti, coristi, studenti, professionisti e appassionati.

L’appuntamento pesarese – unica tappa della manifestazione nelle Marche – è stato organizzato in forma volontaria da un gruppo apartitico di giovani musicisti locali, coordinato da un comitato composto da membri della Filarmonica Gioachino Rossini, dell’Orchestra Olimpia, di Libera Musica e dell’Orchestra Mosaico che si allarga anche ad altre associazioni musicali, umanitarie e di volontariato del territorio. Momenti di riflessione e letture di testimonianze a cura di Emergency, Yasmin Dabash, Lucia Ferrati e Silvia Sinibaldi si sono alternati a brani di musica eseguita da 100 tra musicisti e coro. I brani eseguiti sono stati estratti da la Settima Sinfonia e l’Inno alla gioia di Ludwig van Beethoven, l’inno palestinese Mawtini e Imagine di John Lennon.

Durante la già sentita manifestazione, colorata da bandiere della pace, della Palestina e di messaggi di pace e umanità, un momento particolarmente toccante si è raggiunto quando è stato letto un messaggio proveniente direttamente da Gaza che recitava:

Buonasera a tutti. Quando ho saputo di questo evento, ho sentito il bisogno di condividere alcune parole… Queste sono le mie parole, condivise da Gaza — non attraverso statistiche o discorsi preparati, ma con il peso di una realtà troppo dura da esprimere pienamente.

Qui la vita è stata ridotta al minimo essenziale. Le persone non vivono — cercano semplicemente di sopravvivere, giorno per giorno, momento per momento.
Letteralmente, sopravvivere è diventato più difficile che morire.

Quasi tutti hanno perso qualcuno che amavano, la propria casa, e ogni senso di sicurezza.
Quello che resta sono ricordi frantumati — e un silenzio del mondo che riecheggia più forte delle bombe, che non smettono mai.

La morte arriva dal cielo e ci circonda da ogni lato. Le persone si sentono abbandonate — dimenticate da un mondo che un tempo ci si aspettava fosse solidale. Si sentono tradite. Non chiediamo pietà. Chiediamo presenza. Solidarietà sorretta da solidi principi. Azioni che siano all’altezza dell’urgenza della nostra realtà.

È per questo che incontri come quello che state organizzando sono importanti. Un saluto da Gaza, per farvi sapere: le vostre voci ci raggiungono. La vostra solidarietà non passa inosservata.

Grazie a chi ha creato questo spazio e ha scelto di stare dalla parte giusta della storia — una storia che si sta scrivendo ora e che sarà ricordata dalla vostra generazione.
In tempi come questi, la solidarietà è più di una parola — è un atto di umanità, una testimonianza che qualcuno ci vede ancora.

Lasciate che Gaza sia ascoltata — non solo nel suo dolore, ma anche nel suo appello al mondo ad agire, prima che sia troppo tardi.

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www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2025-06-28 18:53:56 da


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