[ad_1]
LECCE – In serie A, il prossimo sarà un turno importantissimo nell’economia della corsa-salvezza. Si troveranno di fronte, in quattro partite di fuoco, le ultime otto squadre in classifica. Il calendario proporrà i confronti Frosinone (23)-Lecce (24), Udinese (23)-Salernitana (13), Verona (20)-Sassuolo (20) ed Empoli (25)-Cagliari (20). «Le compagini che riusciranno ad imporsi conquisteranno punti preziosi, di quelli che valgono doppio – sostiene Piero Braglia, oggi allenatore del Gubbio, che nella sua carriera ha guidato il Frosinone, nel 2008/2009, ed il Lecce, nel 2015/2016 – L’esito di questi match darà un volto più chiaro alla graduatoria o la renderà più ingarbugliata, riducendo ulteriormente le distanze tra i vari team. Insomma, si preannuncia una giornata pirotecnica».
Il trainer di Grosseto, 69 anni lo scorso 10 gennaio, si sofferma sul faccia a faccia tra il complesso ciociaro e quello salentino. «Stanno vivendo una fase complicata – nota – Si sono comportati alla grande nella prima parte del campionato, andando oltre ogni previsione, ma ora sono in difficoltà, almeno per quel che riguarda i risultati. In classifica mantengono qualche lunghezza di vantaggio sulla zona retrocessione, ma non possono dormire sonni tranquilli ed avrebbero bisogno di un colpo di coda, di un successo utile a ritrovare slancio, smalto e fiducia in vista della volata finale. Se uno dei due schieramenti dovesse imporsi nello scontro diretto compirebbe un balzo di rilievo, sia per corroborare la classifica che per creare entusiasmo in tutto l’ambiente».
Braglia individua delle similitudini tra Lecce e Frosinone: «Sono due club da prendere come modello per come vengono gestiti. Ho avuto modo di lavorare sia con Sticchi Damiani che con Stirpe, i presidenti. Hanno molto a cuore la propria formazione, della quale sono i primi tifosi, ma hanno anche ben presente il fatto che una società di provincia possa reggere nel mondo del calcio ed avere un futuro solo se non fa mai il passo più lungo della gamba, se spende quanto può permettersi e non di più. Il sodalizio salentino e quello ciociaro sono virtuosi ed hanno visione, idee ed organizzazione. Meritano solo applausi per ciò che riescono a realizzare, indipendentemente da quello che sarà il risultato sportivo finale, che pure ha notevole importanza».
Il tecnico toscano ritiene che ci siano dei punti di contatto anche tra i due team. «Hanno un’età media molto bassa e possono contare su giovani assai interessanti, dalle indubbie potenzialità – rimarca – D’Aversa, con il Lecce, e Di Francesco, con il Frosinone, hanno scelto di giocare in maniera moderna, a viso aperto. Lo fanno prevalentemente con il modulo 4-3-3, pur proponendo a volte qualche variazione sul tema. Sia i salentini che i ciociari possono contare su elementi veloci, che hanno gamba, che sanno saltare l’uomo. Corvino, responsabile dell’area tecnica giallorossa, ed Angelozzi, direttore sportivo di quella gialloblù, sono stati abilissimi ad allestire i due organici».
Lecito chiedersi che gara sarà. «Se la posta in palio non fosse così importante si potrebbe assistere ad un confronto spettacolare – afferma Braglia – Ma il match è fondamentale per entrambe, quindi delicatissimo. Pertanto, la tensione sarà uno dei fattori da tenere presenti nell’arco dei 90’. Impossibile azzardare un pronostico. Da ex, il mio auspicio è che, a fine torneo, sia il Lecce che il Frosinone sappiano meritare di restare in massima serie». Le due tifoserie sono calde: «In assoluto, sul piano numerico, il seguito sul quale può contare il complesso salentino è più imponente. Il pubblico giallorosso è appassionatissimo. Anche i supporter del Frosinone, però, si fanno sentire parecchio. In questo caso, poi, saranno di più perché la loro squadra si cimenterà tra le mura amiche».
L’allenatore toscano ha bei ricordi delle due piazze: «Il rapporto con i presidenti Sticchi Damiani e Stirpe è stato ottimo. Nel Salento, purtroppo, non abbiamo centrato l’agognata promozione in B tramite i playoff. La proprietà ha quindi deciso di cambiare la guida tecnica. In Ciociaria, ritengo che disputammo un buon torneo. Successivamente le nostre strade si divisero. Spero e credo di avere lasciato comunque un buon ricordo sia a Lecce che a Frosinone».
Gli uomini di D’Aversa hanno lavorato nella mattinata di ieri, con il gruppo al completo, fatta eccezione per il secondo portiere Federico Brancolini, out già da alcune settimane. Nella mattinata di oggi è in programma la seduta di rifinitura, al «Via del Mare», prima della partenza.
www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2024-03-02 13:38:40 da
0 Comments