Pietro Parolin, è lui il possibile successore di Papa Francesco

Pietro Parolin, è lui il possibile successore di Papa Francesco


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Nato a Schiavon (Vicenza) il 17 gennaio 1955 il cardinale Pietro Parolin ha tutte le carte in regola per essere il nuovo vescovo di Roma dopo la morte di papa Francesco il 21 aprile. Dal ruolo che ricopre alla vicinanza a Bergoglio, ecco perché rientra nella rosa dei “papabili”.

Pietro Parolin, è lui il possibile successore di Papa Francesco
Il cardinale Pietro Parolin (ultimo a sinistra) all’annuncio della morte di papa Francesco (foto: LaPresse)

Gli studi

Parolin è entrato in seminario a Vicenza nel 1969. Nel 1980 è stato ordinato sacerdote e si è poi iscritto prima alla Gregoriana di Roma e, dal 1983, alla Pontificia Accademia ecclesiastica. Dopo la laurea in diritto canonico, Parolin ha iniziato a lavorare nel servizio diplomatico della santa sede.

I ruoli di peso

Il 31 agosto 2013, qualche mese dopo la sua elezione a papa, Francesco aveva nominato Parolin Segretario di stato Vaticano. Un ruolo diplomatico molto importante per la curia romana che gli è stato assegnato per le sue esperienze in giro per il mondo. Il cardinale veneto ha infatti lavorato in Nigeria e Messico. Impegni che gli sono valsi nel 2002 la nomina, da parte di Wojtyla, a sottosegretario della sezione per i rapporti con gli stati. Nel 2009 arriva poi la decisione di Ratzinger di inviarlo come nunzio apostolico in Venezuela. Ma il suo lavoro in Vietnam e, soprattutto in Cina, non è passato inosservato da Bergoglio. Parolin è infatti riuscito a raggiungere un accordo molto importante con le autorità di Pechino: quello relativo alla nomina dei vescovi. Il cardinale veneto negli anni ha accumulato un’esperienza diplomatica di rilievo. E soprattutto è stato impegnato proprio in quei luoghi “ai confini del mondo” a cui papa Francesco era molto legato. Aree dove la Chiesa ha una forte presenza o possibilità di crescita.

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Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance e il cardinale Pietro Parolin (foto: LaPresse)

Uomo conosciuto, mite e “centrista”

Proprio i suoi viaggi potrebbero favorirlo agli occhi dei cardinali elettori (133 dopo la rinuncia di due aventi diritto per motivi di salute). Infatti, Parolin è una figura nota anche ai meno esperti di cose vaticane o ai più lontani dai giochi politici romani. Una caratteristica fondamentale in questi giorni quando stanno arrivando da tutto il mondo decine di cardinali nominati da Francesco che nemmeno si conoscono. Parolin potrebbe quindi essere selezionato anche per il suo ruolo di mediatore. Un modo per andare incontro all’ala più conservatrice, e in minoranza, senza rinunciare a una figura benvoluta dallo stesso Bergoglio e dalla corrente più progressista, per quanto valgano le etichette politiche. E poi ci sarebbe anche il carattere del cardinale: umile e riservato. Ma sempre attaccato alla sua terra dove fino al 2024 tornava a celebrare la messa il giorno dopo Pasqua.


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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-04-23 09:55:50 da


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