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PISTOIA – Docenti che rischiano di perdere il posto perché causa Covid (concorso inverno 2021) non parteciparono al concorso, superato poi nella prova suppletiva. Vinsero al Tar ma il Consiglio di Stato boccia il ricorso presentato.
“Stamattina ho chiamato personalmente Valentina Pedroni, per manifestarle la mia solidarietà e per mettermi a disposizione per una battaglia di civiltà. Perché quello che sta accadendo con l’annullamento da parte del Consiglio di Stato della prova suppletiva del concorso scuola è assurdo”. E’ quanto evidenzia Marco Furfaro, capogruppo PD in commissione Affari sociali e membro della segreteria nazionale.
Pedroni è una insegnante pistoiese della scuola primaria: docente assunta con regolare concorso che rischia di perdere la cattedra nonostante il concorso vinto e le successive graduatorie che avevano stabilito l’immissione in ruolo.
“Una vera ingiustizia sulla pelle di lavoratrici e lavoratori che durante il periodo pandemico avevano un legittimo impedimento nella partecipazione alle procedure concorsuali e che sono rimasti a casa proprio per preservare la salute dei loro colleghi. Una vicenda in cui perdono tutti: il Ministero che ha speso soldi pubblici inutilmente, i bambini che si troveranno improvvisamente senza più i loro insegnanti e i docenti (molti dei quali hanno acceso mutui, fatto scelte di vita coerenti con un posto a tempo indeterminato) che si troveranno licenziati dall’oggi al domani. Una follia senza precedenti. Per questo ho presentato immediatamente un’interrogazione al Ministro dell’istruzione affinché intervenga con urgenza per sanare quella che è palesemente una vera e propria ingiustizia. Nel frattempo, con Valentina e gli altri vincitori del concorso continueremo a chiedere giustizia” conclude Furfaro.
La storia raccontata dall’insegnante Pedroni sul suo profilo social
“Nell’inverno 2021 si tengono le prove del concorso. Molti insegnanti sono a casa in isolamento per Covid-19. I sindacati, vista l’eccezionalità della situazione pandemica che coinvolge gli Italiani, propongono un ricorso al TAR per ottenere prove suppletive.
La Giustizia Italiana, tramite il TAR, decide che il MIM deve far farci fare prove suppletive del concorso 2020: dopo 1 anno di appelli e contro appelli il MIM ci chiama a sostenere il concorso ma nel frattempo si appella al Consiglio di Stato (che conferma al Ministero di non voler sospendere l’esecuzione della sentenza del TAR come il Ministero, invece, gli chiede).
Tar e Consiglio di Stato, insomma, impongono al Ministero di farci fare le prove del concorso che, nella primavera 2023, vengono sostenute. E mentre chi le supera entra in ruolo, senza riserve, regolarmente inserito nelle graduatorie regionali come è giusto che sia, mentre i nostri alunni imparano a darci fiducia e a volerci bene (e noi a loro, tanto!), nel bel mezzo del primo quadrimestre, mentre compiliamo le pagelle, arriva la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che cambia “orientamento” (cit. dalla sentenza) e decide di accogliere la richiesta del MIM di annullarci il concorso.
Le prove suppletive non dovevano essere fatte Signori, scusateci, ci siamo sbagliati. Fuori dalla graduatorie e a casa. Se non arriva un emendamento politico ora e subito, possiamo iniziare a togliere le nostre cose dagli armadietti ed iniziare a studiare per il prossimo concorso tornando a fare i precari”.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-02-01 16:00:07 da Redazione
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