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PESCARA – Il fine settimana lungo di Ognissanti sta dando una spinta al turismo. Da sabato 28 ottobre a mercoledì primo novembre le strutture ricettive italiane – secondo dalle stime elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti – dovrebbero registrare 4,8 milioni di pernottamenti, 200mila in meno rispetto allo scorso.
Del resto, secondo un’indagine di Federalberghi, complessivamente durante il ponte saranno circa 8 milioni e 369 mila gli italiani che si metteranno in viaggio.
L’89,8% dei vacanzieri resterà in Italia (il 66,2% nella regione di residenza) mentre il 10,2% andrà all’estero. Il giro di affari complessivo delle “vacanzine” di novembre si attesterà intorno ai 3,77 miliardi di euro.
Nel complesso, il tasso di saturazione più elevato dell’offerta è stato registrato per le strutture ricettive attive nelle regioni del Nord: il Piemonte conquista il primo posto con il 75% delle prenotazioni, seguito da Veneto ed Emilia- Romagna entrambe con il 72% delle richieste, dalla Lombardia (71%), dal Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia con il 70% di occupazione delle camere ed infine dalla Liguria la cui percentuale scende al 57%.
Nelle regioni del Centro-sud il Lazio è il primo in classifica con il 73% delle prenotazioni, seguito da Toscana ed Umbria (69%), dalle Marche (64%), Abruzzo (52%) ed infine dal Molise (48%).
Mentre per le regioni del Sud e Isole i tassi di saturazione rilevati risultano ancora più contenuti: la Campania (62%), la Sicilia e la Sardegna (61% e 59%), la Basilicata (58%), la Calabria (55%) e la Puglia (53%).
Dall’indagine realizzata sulle principali piattaforme di prenotazione online. emerge, inoltre, un tasso medio di occupazione dell’offerta turistica disponibile del 67%, un valore più basso rispetto a quello rilevato lo scorso anno.
In ogni caso, per il ponte di Ognissanti la parte più consistente del movimento turistico italiano e straniero è attesa verso le principali città d’arte, i borghi, ma un certo interesse è stato rilevato anche per le aree di montagna, le are rurali e di collina.
Dai dati emerge un andamento differenziato per le diverse tipologie di prodotti turistici. In particolare, il tasso di occupazione delle strutture attive nelle città e centri d’arte si attesta al 78%, con punte molto al di sopra dell’80% nelle principali città italiane.
Decisamente più contenute, invece, risultano le richieste di prenotazione nelle località marine e dei laghi (54%-55%).
Leggermente in salita, inoltre, il trend per le località termali (59%), mentre per montagna, campagna e collina la saturazione media aumenta (68%-67%).
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