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FABRIANO – Di notte, con una copia delle chiavi di casa che si era tenuto, era riuscito ad entrare nell’abitazione della moglie che in quel momento si trovava in bagno. Con un coltello l’aveva ferita con più fendenti gettandole sul viso una sostanza acida mai bene identificata. Per quel liquido, che l’ha raggiunta al volto, non riesce più a vedere bene da un occhio. Se non fosse stato per il figlio, intervenuto a spingere via il padre, forse oggi non sarebbe viva perché si sarebbe compiuto l’ennesimo femminicidio. Era la notte del 25 agosto del 2024. I carabinieri arrestarono l’aggressore, 46 anni, di origine marocchina. Dopo la richiesta del giudizio immediato da parte della Procura il marocchino ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato e nell’udienza di oggi la Procura ha chiesto 12 anni di condanna per l’uomo. Parte civile la moglie, con l’avvocato Ennio Tomassoni, chiede un risarcimento di 300mila euro. L’imputato, difeso dagli avvocati Francesco De Minicis e Sara Talamonti, all’epoca si stava separando dalla moglie e ha sempre respinto le accuse. La sentenza è attesa per il 12 settembre.
I reati contestati sono tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’uso di un sostanza chimica, lesioni gravissime, stalking, rapina e tentata violenza sessuale. A giugno del 2022 era stato condannato per maltrattamenti in famiglia. A maggio dello scorso anno era stato ammonito dal questore di Ancona perché aveva minacciato la moglie di morte. «Porto la tua testa a tua madre» le avrebbe detto poche sere prima, quando la donna non lo aveva fatto entrare in casa. Due giorni dopo aveva cercato di avvicinarla per strada ma era riuscita a raggiungere un bar e a chiedere aiuto. Il 23 giugno 2024 il marocchino l’aveva aggredita dopo una lite scoppiata in casa, aveva riportato 18 giorni di prognosi.
Ad agosto scorso era entrato nell’abitazione attorno alle 3, sorprendendo la moglie in bagno. Lì le aveva sferrato la prima coltellata, all’altezza del petto. La donna era riuscita a fuggire ma lui l’aveva rincorsa fino in camera da letto per darle altre coltellate, tentando anche di abusare sessualmente di lei. L’intervento di uno dei figli della coppia lo aveva fermato, tirandolo via e salvando la madre. Il marito aveva gettato sul viso della moglie una sostanza acida presa da un barattolo, nel tentativo di sfregiarla, poi l’aveva stretta anche per il collo, con le mani. L’accusa di rapina è per averle preso con forza del denaro dalla borsa, il 2 maggio 2024, facendola cadere dalle scale, in tutto 410 euro, e anche i documenti all’interno e il cellulare. Per lo stalking la donna ha fatto tre denunce in un anno, nel 2024 e nel corso del quale l’uomo le diceva frasi come queste: «Tanto prima o poi ti faccio finire su una sedia a rotelle» e «prima o poi ti faccio fuori, in questo mondo non c’è posto per tutti e due».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-06-24 18:21:45 da

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