Presenza longeva – Città della Spezia


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Riceviamo dal critico d’arte Valerio P. Cremolini, socio inventore dell’Ucai (Unione cattolica artisti italiani) della Spezia, il testo pubblicato sul numero di ottobre del mensile “Il Contenitore” con il quale ha ripercorso alcuni momenti della storia del Circolo Culturale “A. Del Santo”, spazio espositivo di riferimento dell’associazione.

Presenza longeva

La longevità riguarda l’esperienza dell’Unione Cattolica Artisti Italiani, associazione di dimensioni nazionali fondata a Roma nel 1945, operativa in varie città, tra cui Bologna, Genova, Lucca, Milano, Palermo, Parma, Roma e Verona. Da più decenni rappresenta alla Spezia un riferimento etico, culturale e spirituale per quanti si sentono coinvolti nella costruzione di una società d’ispirazione cristiana, nella quale le arti possono portare il loro contributo alla nuova evangelizzazione.
Richiamo alcune fasi della storia spezzina dell’Ucai, dagli anni Sessanta sotto la spinta di monsignor Roberto Cadirola, che caldeggiava la visibilità della testimonianza dei cattolici nella creatività artistica. Dopo momenti di appannamento avrà maggiore slancio dal 16 giugno 1981, sotto l’appassionata e trainante presidenza di Matilde Parodi (1911-2013), pittrice dalle convincenti aperture sperimentali. Infine, il più robusto capitolo è quello caratterizzato dal continuativo attivismo avviato con l’apertura del circolo culturale, intitolato allo scultore Angiolo del Santo (1882-1938), inaugurato il 19 dicembre 1987 dal vescovo diocesano monsignor Siro Silvestri.
Alla Parodi era subentrato il 23 agosto 1985 lo scultore Fabrizio Mismas (1948), che organizzò per l’avvio della sede la personale Gente nell’Evangelo del pittore Bruno Vasoli (1924-1990). Il compianto assistente ecclesiastico padre Graziano De Filippi, a cui è succeduto nel 1997 il giovane sacerdote don Sergio Lanzola, definì lo spazio di via don Minzoni 62 «nuovo canale di cultura a disposizione della chiesa locale e dell’intera comunità civile». Presentò la mostra di Vasoli, per molti anni docente di Disegno e di Storia dell’Arte, formatosi al Liceo Artistico di Firenze e alla Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti del capoluogo toscano, osservando che «la comunicazione del messaggio che ha acceso l’ispirazione di Vasoli non è immediata poiché viene da profondità che hanno conosciuto il soffrire; la riduzione del segno al puro essenziale ci fa andare oltre l’espresso, come accade per le grandi opere che innescano giochi d’intelligenza e spazi autonomi di pensiero».
Nell’anno centenario della nascita del pittore ho piacere di sottolineare il profilo dell’artista sensibile, colto e concreto. Per il collega Mismas, «aveva uno stile inconfondibile, era un gentiluomo in doppio petto, dalla voce pacata e dalla battuta di taglio raffinato e, all’occorrenza, affilato».
Vasoli motivò l’impegnativo tema della sua personale, affermando che «dopo i momenti della disperazione e del buio, risorge prepotente la speranza di potersi fondere e confondere con coloro che abbiamo amati e con coloro che amiamo, anime del passato e del presente, che fanno parte della nostra vita». Limpida dichiarazione d’amore di una persona mite, di un operatore di pace che attraverso l’arte ha parlato all’uomo, non sempre pronto a condividere dolori e sofferenze.
Quel felicissimo decollo è stato di sprone alla pluridecennale attività dell’Ucai, aperta alla diffusione dell’arte nella consapevolezza che rappresenti un articolato sistema di relazioni e di linguaggi rivolti ad interpretare la realtà. L’attività espositiva proposta senza sosta e a piccoli passi ha sempre privilegiato obiettivi generali, sostenendo che ogni occasione non deve essere fine a se stessa e che i contenuti estetici dell’opera d’arte «non costituiscono – come affermava lo studioso Jan Mukarovsky (1891-1975) – «dei semplici ornamenti della vita, ma di questa ne rappresentano una importante componente».
Per statuto l’Ucai intende favorire l’elevazione culturale, morale, sociale e la formazione degli artisti, contribuire all’animazione cristiana di tutte le attività artistiche e promuovere la valorizzazione sociale, curando i rapporti con quanti, nel mondo delle arti, pur muovendo da differenti posizioni culturali e religiose, perseguono la promozione della persona umana. È ancora nelle premesse fondative rivolgere il costante interesse alla salvaguardia dell’ambiente.
I presidenti che si sono succeduti alla guida dell’Ucai hanno dato prova di competenza e di dedizione, mirando ad avvalorare la relazione fra l’arte e la fede. Esemplare il lunghissimo impegno profuso dal pittore Enrico Imberciadori (1937) dal maggio 1989 al marzo 2007, quando il testimone è passato al pittore Gaspar Alayza (1956-2019), che ha tenuto l’incarico sino al maggio 2009. La pittrice Mirella Raggi (1942) ha onorato per cinque anni il compito affidatole dai soci sino al giugno 2014. Da allora la sezione spezzina è lodevolmente presieduta dal pittore Guido Barbagli (1948).
Sono varie centinaia le mostre personali e collettive, che hanno interessato temi sacri e non solo, programmate sino ad oggi riguardanti pittura, scultura, tecniche grafiche con riguardo, inoltre, a musica e poesia, che hanno accompagnato l’evoluzione dei tempi. rappresentando l’ambito speciale di un confronto e di una riflessione esistenziale, che ha per protagonista la persona nel tempo della cosiddetta post-modernità.
Sempre attuale è il pensiero di san Giovanni Paolo II indirizzato agli aderenti dell’Ucai, per il quale «gli artisti sono da enumerare tra i benefattori più grandi dell’umanità, tra gli operatori più efficaci della sua salvezza, perché alimentano il senso qualificante, essenziale dell’uomo, che è la sua spiritualità». D’altronde, la costituzione conciliare Gaudium et spes (1965) afferma che «le arti cercano di esprimere l’indole propria dell’uomo, i suoi problemi e la sua esperienza nello sforzo di conoscere e perfezionare se stesso e il mondo, di scoprire la situazione nella storia e nell’universo, di illustrare le sue miserie e le sue gioie, i suoi bisogni e le sue capacità e di prospettare una migliore condizione dell’uomo».
Indelebile, a proposito, è il ricordo dell’udienza del 18 febbraio 2004 nell’Aula Paolo VI dei soci di tutte le sezioni con il citato pontefice, presenziata anche da una rappresentanza della sezione spezzina, destinataria di un tangibile segno di considerazione, quale organizzatrice nel gennaio 2008, durante la presidenza Alayza, dell’importante convegno nazionale Bellezza e Liturgia, introdotto dalla lectio magistralis del cardinale Angelo Bagnasco, allora presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Richiamo tempi più recenti, siamo nel marzo 2020, quando l’imperversare del Covid ha imposto inevitabilmente la chiusura della galleria, ma avendo a disposizione un sito ben gestito, accogliendo la felice intuizione dello scultore Fabrizio Mismas, l’attività espositiva compendiata in decine di mostre è stata trasferita con successo on line. Il computer si è dimostrato un ricercato alleato degli artisti, utilissimo a diffondere il messaggio L’attività dell’Ucai non si ferma. Quella proposta, avanzata con cautela, ha riscontrato un enorme consenso, schiudendo le porte su interessanti storie di artiste e di artisti, che hanno le loro radici nella passione, nell’impegno e nel continuo approfondimento di tecniche e linguaggi, valorizzando nel contempo la consolidata relazione dell’Ucai con le arti visive.
Il 28 ottobre 2022 l’Ucai, con la collettiva Ritrovarsi in autunno. ha avviato in presenza la nuova stagione espositiva. Dal 4 ottobre scorso è visitabile la mostra Realtà e Immaginazione, tema particolarmente presente nella storia dell’arte lontana e vicina.

Valerio P. Cremolini

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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-10-23 14:07:03 da


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