Processo “Agostino”, «se non fosse morto Giovanni Aiello sarebbe imputato»


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LAMEZIA TERME «Siamo in presenza di una vicenda umana straziante, un fatto di mafia con inquietanti ed evidenti, direi evidentissimi, addentellati nella palude melmosa delle convergenze di interessi con settori deviati delle istituzioni sui quali abbiamo fatto luce». A parlare è la procuratrice generale di Palermo Lia Sava, che ha dato inizio alla requisitoria del processo celebrato davanti alla Corte d’Assise di Palermo sulla morte del poliziotto Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, uccisi in un agguato il 5 agosto del 1989. Gli imputati sono il boss Gaetano Scotto, accusato di duplice omicidio aggravato in concorso e Francesco Paolo Rizzuto, accusato di favoreggiamento. Un procedimento nel quale viene richiamata anche la figura del calabrese, Giovanni Aiello alias “Faccia da mostro”. L’ex…

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www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2023-12-26 11:37:57 da Redazione Corriere


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