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L’AQUILA – “La natura si vendicò dello scippo nel 2009 con il terremoto dell’Aquila”.
Ha scatenato profonda indignazione nel capoluogo regionale la frase choc pronunciata nel documentario della redazione Rai del Veneto sull’anniversario dei 60 anni della tragedia del Vajont.
“Duecentocinquantadue faldoni, 160mila documenti, da storico Maurizio Reberschak quelle carte dovette consultarle all’Aquila. Seicento chilometri lontano dal luogo del delitto, dove la cassazione decise di spostare il processo di primo e secondo grado, che l’ambiente no andasse a inquinare la serenità dei giudici”. E quindi, dice la giornalista nel servizio, “la natura si vendicò dello scippo”. (Qui il link, minuto 18)
“Sono parole gravi, che hanno poco di razionale e che sono totalmente prive di contenuto”: dice al Centro Federico Vittorini, che parla a nome del comitato dei familiari delle vittime del sisma.
“Ci siamo consultati e abbiamo deciso che è meglio non rispondere nel merito, evitando così il rischio di dare importanza a una frase del genere”. Ma l’indignazione sta facendo anche il giro dei social.
Tra i primi a diffondere l’estratto video del documentario tramite Facebook, è stato lo storico del cinema Piercesare Stagni. Da lì una lunga scia di commenti durissimi verso il documentario.
Poi è intervenuta anche la consigliera comunale del Partito democratico Stefania Pezzopane: “Ma come si fa a pronunciare parole così assurde e ostili? Due enormi tragedie messe a contrasto da una vera e propria provocazione. Come si può parlare in questo modo dell’Aquila? La città sarebbe stata punita? Ma torniamo agli anatemi medioevali? E poi di quale scippo parla? Le carte riguardano il lungo processo tenutosi a L’Aquila. Mi sembra veramente assurdo tutto ciò. Manca il rispetto per la nostra città e per la sua drammatica storia. Abbiamo sempre doverosamente conservato quegli importanti documenti. Dopo il terremoto abbiamo dovuto spostare fuori città opere d’arte, uffici pubblici e persone. Ma tutto deve ritornare dove era, anche le carte della tragedia del Vajont”.
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