«Proposta insufficiente e piena di dubbi»

«Proposta insufficiente e piena di dubbi»


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«Proposta insufficiente e piena di dubbi»

FABRIANO – «Insufficiente e pieno di dubbi su prospettive industriali e sostenibilità sociale». Così Fim, Fiom, Uilm e Uglm in una nota stampa unitaria a commento del nuovo piano industriale – dopo la fumata nera di fine 2024 in occasione della prima proposta messa sul tavolo – presentato dalla Beko Europe. Un primo passo in avanti sarebbe arrivato sulla questione legata allo stabilimento di Comunanza, originariamente da chiudere entro fine anno, che ora invece sarebbe salvo. Infatti, per la newco turco/americana (controllata al 75% da Arcelik e per il 25% dalla Whirlpool) è in fase di valutazione un “piano alternativo alla chiusura, con un livello produttivo economicamente sostenibile che verificheremo nel merito e nella concretezza al prossimo appuntamento”, confermano le parti sociali. Il progetto prevederebbe la sospensione dei circa 320 esuberi complessivi nello stabilimento dell’ascolano, ma non si esclude che una parte di essi possa rimanere.

Situazione di stallo, invece, nelle vicende legate al complesso industriale del fabrianese. Secondo i sindacati di categoria, per le attività di staff, nel comparto R&D su 198 esuberi complessivi, un centinaio sono a Fabriano; su 98 esuberi nella parte commerciale, 40 riguardano il Fabrianese; su 363 esuberi nelle funzioni regionali, circa la metà è a Fabriano. La direzione di Beko ha dato la disponibilità ad affrontare gli esuberi anche attraverso percorsi di accompagnamento alla pensione. Confermata l’intenzione di investire 300 milioni di euro in un triennio, a condizione che venga varato il piano di risanamento, con gran parte dell’investimento sulla divisione cottura, «ma che manca tuttavia di tutti gli elementi di dettaglio», Proseguono i sindacati, i quali manifestano delusione per una posizione aziendale che «appare ancora insufficiente per provare ad arrivare ad un’intesa. Chiediamo anche al Governo di dar seguito – aggiungono – con fatti alle parole espresse nell’incontro precedente, a cominciare dall’acquisizione del sito di Siena, e far pesare davvero sulla multinazionale il peso politico più volte richiamato».

Al prossimo incontro del 24 febbraio, concludono Fim, Fiom, Uilm e Uglm, «ci aspettiamo un chiarimento sugli investimenti che dimostri una effettiva volontà di rilanciare anche la refrigerazione e il lavaggio, una svolta sullo stabilimento di Siena e una modifica profonda nelle decisioni inerenti le funzioni impiegatizie».

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-11 10:06:56 da


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