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FOGGIA – La stagione balneare in Puglia prende ufficialmente il via, ma per gli operatori del settore il panorama resta incerto.
Spiagge che tornano a popolarsi e temperature già estive fanno da contraltare a una situazione normativa ancora sospesa.
Sullo sfondo resta il nodo delle concessioni demaniali, che dovranno obbligatoriamente passare di mano entro il 2027 dopo le gare pubbliche imposte dall’Unione europea. Una partita complessa, segnata da contenziosi, sentenze e continui rinvii.
Il provvedimento chiave, il decreto sugli indennizzi per i concessionari uscenti, che il ministro Matteo Salvini aveva promesso entro marzo, arriverà solo a metà maggio.
Un ritardo che mantiene migliaia di imprenditori balneari in un limbo, senza certezze su come procedere nei prossimi anni.
Il decreto dovrebbe stabilire i criteri di rimborso, riconoscendo solo gli investimenti recenti e non ammortizzati.
Gli operatori temono di perdere somme ingenti spese in passato, mentre Bruxelles spinge per escludere dal conteggio valori come avviamento, marchi e strutture non strettamente necessarie.
In parallelo, l’Anci e il Mit stanno definendo un modello unico per i bandi di gara, per evitare un caos normativo che rischierebbe di trasformare la gestione del demanio marittimo in un far west amministrativo.
Eppure, alcune amministrazioni locali hanno già deciso di procedere in autonomia. È il caso di Castellaneta Marina e Ginosa, unici tra i 258 comuni costieri pugliesi ad aver pubblicato bandi per le nuove concessioni.
Il caso più contestato è quello di Castellaneta, il cui bando — con 30 gare previste dal 2026 — è stato bollato come “azzardato” e “confuso” da diverse sigle di categoria.
«Il sindaco si è comportato come se avesse competenze proprie, ma i comuni agiscono su delega delle Regioni», ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari (Sib).
Il bando prevede una redistribuzione degli spazi che, secondo alcuni, viola le quote minime di spiagge libere stabilite dalla normativa regionale e potrebbe finire al centro di ricorsi al Tar.
A Marina di Ginosa, invece, il bando riguarda 20 concessioni, con una distribuzione più bilanciata tra stabilimenti balneari e spiagge libere attrezzate. La maggior parte dei sindaci pugliesi, però, ha scelto la prudenza, evitando mosse in assenza di una cornice normativa chiara.
Mentre la stagione turistica 2024 prende slancio, la Puglia si trova sospesa tra la voglia di ripartenza e il timore di scivolare in una giungla di contenziosi.
La speranza degli operatori è che Roma e Bari trovino presto una sintesi, evitando che il mare, risorsa ricercata della regione, diventi terreno di scontro invece che motore di sviluppo.
Lo riporta quotidianodipuglia.it
www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-05-01 10:44:34 da Redazione
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