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06/03/2025
– In questo tempo di conversione e rinnovamento, l’Arcivescovo Sandro Salvucci invita a vivere la Quaresima come un cammino di speranza, attraverso la preghiera, la misericordia e l’ascolto del Vangelo.
“Carissimi fratelli e sorelle,
all’inizio della Quaresima, itinerario di conversione e di penitenza, tempo favorevole per la nostra salvezza (cf. 2Cor 6,2), mi rivolgo a voi esortandoci a vicenda a fare nostro l’invito del Santo Padre a “camminare insieme nella speranza” (Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2025) verso la Pasqua, tenendo fisso lo sguardo su Cristo, “àncora sicura e salda per la nostra vita” (Eb 6,19).
Viviamo giorni di apprensione per lo stato di salute del Papa e per questo, in comunione con la Chiesa intera, facciamo salire a Dio la preghiera incessante per lui.
Nell’ora presente della storia, tanto difficile quanto piena di incertezza, segnata da guerre sanguinose e tensioni tra popoli e nazioni, si avverte, e non solo tra i credenti, il bisogno più che mai di una voce come quella di Papa Francesco, ritenuta da tutti la guida morale più autorevole del nostro tempo.
Le nostre Chiese della Metropolia di Pesaro, Urbino e Fano hanno vissuto lo scorso 22 febbraio la grazia del pellegrinaggio giubilare a Roma che ha visto la partecipazione festosa di milletrecento pellegrini. È stata un’esperienza di forte intensità spirituale che ha toccato il cuore di tutti, dai più giovani ai più adulti.
Tra le numerose testimonianze raccolte, cito quella di Leonardo, un ragazzo di dodici anni: “(…) Quando abbiamo iniziato il pellegrinaggio da Castel Sant’Angelo mi sono offerto di portare la croce e per me è stato un momento molto emozionante: mi sentivo una responsabilità, ma allo stesso tempo mi sentivo forte perché c’era Gesù che camminava con me. Mia zia mi ha chiesto se fosse stato faticoso portarla perché era pesante, ma io le ho risposto che Gesù aveva fatto tanti sacrifici per noi e che quel gesto era il minimo che potessi fare per Lui. L’ho vista stupita della mia risposta, ma io lo pensavo veramente! Oltrepassare la Porta Santa per me ha significato fare esperienza di una forte commozione, come se tutte le ferite che mi porto nel cuore avessero avuto
la guarigione, come se anche le amarezze delle litigate coi compagni, con gli amici, fossero cancellati: una nuova ripartenza piena di Speranza!”.
Questa esperienza sorprendente – raccontata in modo simile da molti altri – coglie il senso profondo della grazia del Giubileo, che trova piena corrispondenza con la grazia della Quaresima: un tempo forte per “una nuova ripartenza”; un tempo per ricominciare; un tempo per passare dalla schiavitù alla libertà, dalla tristezza alla gioia, dalla morte alla vita.
La Chiesa, per “fare Pasqua” in Cristo crocifisso e risorto, ci ripropone i tre mezzi essenziali dell’elemosina, della preghiera e del digiuno. Ciascuno di noi è invitato a prendere confidenza con queste armi per affrontare il combattimento spirituale che ci attende: è l’unico “riarmamento” compatibile con il vangelo!
In particolare, sottolineo due proposte concrete. La prima consiste nell’iniziativa dal nome: “Porte aperte al Vangelo”. Nelle parrocchie e nelle comunità che hanno aderito ci sono case e luoghi pronti ad accogliere dei “Centri di ascolto della Parola”, animati da altrettanti moderatori, dove nelle prime quattro settimane di quaresima, in stile familiare, si può vivere un incontro di ascolto del Vangelo delle domeniche di Quaresima, condividendo ciò che risuona nella propria vita e pregando insieme. Si possono chiedere informazioni in parrocchia per conoscere il luogo più vicino a casa.
Nella quinta settimana di quaresima, nelle principali “chiese giubilari” che verranno indicate, è possibile celebrare il Sacramento della Penitenza (Confessione).
La seconda proposta consiste nel riprendere in mano l’esercizio pratico delle opere di misericordia, corporali e spirituali, che hanno la loro fonte nelle Sacre Scritture e, in particolare, nei Vangeli. Oggi forse non sono più neanche conosciute, eppure dalla loro messa in pratica dipende non solo l’identità cristiana, ma anche quella semplicemente “umana”. Papa Francesco nella “Spes non confundit”, la bolla di indizione dell’anno giubilare, a tal proposito afferma: “È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”.
Ricordiamo perciò le opere di misericordia corporali: 1. Dar da mangiare agli affamati. 2. Dar da bere agli assetati. 3. Vestire gli ignudi. 4. Alloggiare i pellegrini. 5. Visitare gli infermi. 6. Visitare i carcerati. 7. Seppellire i morti.
Ed ecco le opere di misericordia spirituali: 1. Consigliare i dubbiosi. 2. Insegnare agli ignoranti. 3. Ammonire i peccatori. 4. Consolare gli afflitti. 5. Perdonare le offese. 6. Sopportare pazientemente le persone moleste. 7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.
Ci attende un bel cammino, da vivere personalmente e insieme, seguendo le orme di Cristo per fare Pasqua con lui. E sarà gioia vera.
Il Signore, per intercessione di Maria, Madre del cammino e Madre di speranza, vi benedica e vi doni pace”.
www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2025-03-06 06:30:01 da

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