[ad_1]
Ormai da oltre una settimana, da quando cioè dopo l’attacco a Israele è cominciato il conflitto mediorientale, sono stati intensificati i piani di sicurezza e controllo dei luoghi sensibili in Italia. In totale sono oltre 20mila su tutto il territorio nazionale, di cui circa 200 riguardano edifici o strutture ebraiche. Si tratta di “tutte le sinagoghe e tutti i luoghi di riunione e i quartieri dove c’è una maggioranza di cittadinanza ebraica sono particolarmente sorvegliati e protetti”, ha assicurato il vicepremier e ministro degli esteri Tajani.
GettyAuto dei Carabinieri
Rivedere appuntamenti e manifestazioni
L’allerta è massima e potrebbe portare nei prossimi giorni a rivedere appuntamenti e manifestazioni, come la tradizionale festa delle Forze Armate del 4 novembre che, al momento, viene confermata negli eventi istituzionali di Cagliari e del Milite Ignoto a Roma, ma non in quelli popolari come quello del Circo Massimo. L’obiettivo, come spiegato dallo stesso ministro della Difesa, Guido Crosetto, è quello di non dare spazio a “qualche pazzo” che “vuole fare qualcosa di significativo”. Come d’altronde accaduto giorni fa in Francia con l’accoltellamento mortale ad un docente al grido di “Allah Akbar”.
AFPIl luogo dell’assalto in Francia
“Ci sono i rischi inconsulti di qualche matto – gli ha fatto eco Tajani – come è successo a Milano dove una persona si era scagliata contro un agente urlando. Non c’è da essere allarmati ma neanche da abbassare la guardia. Quindi attenzione ma nessuna preoccupazione imminente”, ha concluso Tajani. L’uomo citato dal ministro degli Esteri, un 33enne egiziano, è stato poi arrestato per “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa“.
MANDOGA MEDIA/picture alliance via Getty ImagesForze di polizia italiane e francesi alla frontiera di Ventimiglia
Intensificati controlli nei porti e valichi
Il dispositivo di sicurezza prevede anche l’intensificazione dei controlli nei porti e nei valichi di frontiera. L’obiettivo del governo è quello di “intercettare” chi presenta profili ad alto rischio o abbia precedenti. Già nei giorni scorsi, aveva spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sono arrivate segnalazioni di arrivi dalla Palestina. “Nei mesi scorsi, senza farne troppo clamore – aveva aggiunto -, abbiamo intercettato qualche personaggio già noto agli atti che manifestava elementi di preoccupazione”.
(Ansa)Il Ministro degli Interni dell’Italia Matteo Piantedosi e il Capo della Polizia di Stato Lamberto Giannini durante una conferenza stampa a Palazzo Medici Riccardi sede della Prefettura di Firenze in occasione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica
Una “stretta” inevitabile
La stretta, dunque, sarà inevitabile, anche perché la parola “Terrorismo” è tornata ad essere di drammatica attualità. Per questo ha destato particolare scalpore la presenza, nel corteo pro-Palestina di Milano di due giorni fa, dell’ex terrorista Francesco Giordano, responsabile dell’omicidio del giornalista Walter Tobagi nel 1980 ed attivista per la Palestina. Al momento, però, non ci saranno limitazioni alle manifestazioni, così come confermato da Tajani: “Credo che vietare le manifestazioni in un Paese democratico quando non sono manifestazioni violente, non sia una cosa giusta finché non c’è un allarme che la manifestazione possa degenerare – le sue parole -.
Quando poi le manifestazioni diventano violente è un’altra questione, quando ci sono minacce per la sicurezza è un’altra questione”.
Ansamanifestazione di solidarietà per la causa palestinese, Milano, 14 ottobre 2023. Secondo quanto scrive il ‘Giornale’ tra i manifestanti c’era anche l’ex brigatista rosso Francesco Giorndano
Con i venti di guerra non molto distanti dall’Italia, governo e servizi di intelligence lavorano senza sosta monitorando la situazione e predisponendo eventuali azioni da mettere in campo.
ansaForze dell’ordine davanti alla Sinagoga di Roma, 07 ottobre
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-10-16 10:31:00 da

0 Comments