requisiti, domanda, importi e novità

requisiti, domanda, importi e novità


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L’APE Sociale cambia veste nel 2024, con diversi requisiti da maturare per chi vuole accedere fino al 31 dicembre 2024.

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto una restrizione nei requisiti di accesso, elevando l’età minima anagrafica a 63,5 anni. Dunque, il trattamento per il 2024 sarà concesso, fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, a individui con almeno 63,5 anni di età e 30 anni di contributi, a condizione che non siano già titolari di pensioni dirette.

Dal 2024, poi, l’APE Sociale è accessibile alle donne con 35 anni di contributi e 61 anni di età, che diminuiscono a 60 anni se hanno un figlio e a 59 anni se hanno più figli.

In questa guida aggiornata, spieghiamo in modo chiaro e dettagliato come funziona l’APE Sociale 2024, quali sono i requisiti, come richiederlo, le scadenze, qual è l’importo dell’assegno e le novità normative.

COS’È L’APE SOCIALE

L’APE Sociale è un anticipo della pensione a carico dello Stato italiano, che viene erogato dall’INPS a favore di specifiche categorie di persone che abbiano maturato, al momento della domanda, 63,5 anni di età e un’anzianità contributiva tra i 30 e i 36 anni in presenza di particolari condizioni.

Le categorie che vi possono accedere sono solo: i lavoratori che svolgono mansioni gravose, gli invalidi civili almeno al 74 %, i lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione che abbiano esaurito il trattamento di NASpI (o equivalente) e i caregiver.

Si tratta di un vero e proprio accompagnamento alla pensione – ecco perché “APE” che sta per “Anticipo PEnsionistico” – e funge da prestazione ponte tra la maturazione dei requisiti per il suo riconoscimento e la maturazione per la pensione di vecchiaia o anticipata, a seconda dei casi.

È uno “strumento di flessibilità in uscita”, insieme al sistema della pensione “a quote”. Ricordiamo che fino alla fine del 2024 restano attive anche Quota 103 e Opzione Donna, entrambe con modifiche.

Si differenzia dalla pensione anticipata ordinaria che altresì permette di uscire dal lavoro prima, ma è una misura strutturale che non ha bisogno di proroghe o rinnovi e che vi spieghiamo in questo focus.

L’APE sociale non è una misura strutturale, ma è uno strumento che viene prorogato di anno in anno per evitare l’applicazione tout court della Legge Fornero e aiutare determinati lavoratori anziani che, secondo le regole ordinarie, dovrebbero lavorare per altri anni.

Per il 2024 è stata riformata. Scopriamo come.

APE SOCIALE 2024, NOVITÀ LEGGE DI BILANCIO

La Legge di Bilancio 2024 e la riforma pensioni 2024 hanno cambiato l’APE Sociale dal 1° gennaio. Ovvero, la Legge di Bilancio 2024 ha confermato il trattamento per il 2024, ma ha introdotto delle restrizioni. Ossia:

  • in primis, ha cambiato i requisiti di accesso, elevando l’età minima anagrafica a 63,5 anni. Il trattamento per il 2024 sarà concesso, fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, a individui con almeno 63,5 anni di età e 30 anni di contributi, a condizione che non siano già titolari di pensioni dirette;

  • ha eliminato l’ampliamento delle categorie di lavoratori con mansioni gravose introdotto dalla Legge di Bilancio 2022, tornando all’ elenco più limitato varato nel 2016, che potete leggere in questa pagina;

  • ha stabilito che la presentazione delle domande può avvenire entro le stesse finestre temporali fissate già per il 2023, con la scadenza della prima finestra fissata al 31 marzo 2024.

REQUISITI APE SOCIALE 2024

Chi può richiedere l’APE Sociale? Puoi richiedere l’APE Sociale 2024 chi entro il 31 dicembre 2024 rispetta i seguenti requisiti:

  • ha 63,5 anni di età e un’anzianità contributiva tra i 30 e i 36 anni al momento della domanda (il requisito varia in base ai casi spiegati in seguito tra le condizioni ammesse);

  • è iscritto all’Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, nonché alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della Legge n. 335 del 1995;

  • non ha raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia e non ha conseguito la pensione anticipata o altri trattamenti pensionistici (ad esempio, la pensione con Quota 103).

Inoltre è necessario trovarsi in una delle seguenti condizioni:

  • essere disoccupato a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, ovvero per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, a patto che nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto tu abbia avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi, e hai un’anzianità contributiva di almeno 30 anni (o 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, se sei donna). Per approfondire, vi rimandiamo al nostro articolo che spiega come funziona la pensione disoccupati;

  • assistere da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni o siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e hai almeno 30 anni di anzianità contributiva (o 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, se sei donna);

  • avere una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, e hai minimo 30 anni di anzianità contributiva (o 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, per chi è donna);

  • essere un lavoratore dipendente con almeno 36 anni di anzianità contributiva (o 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, se sei donna) e da almeno 7 anni negli ultimi 10 anni, ovvero almeno 6 anni negli ultimi 7 anni, svolgere una delle seguenti attività gravose, in questa tabella, approvata nel 2016 e in vigore dal 2018. Non è stato confermato per il 2024, infatti, l’elenco allargato valido nel 2022 e nel 2023. Parliamo di quello che era indicato nell’allegato 3 alla Legge di Bilancio 2022 (allegato 1 al messaggio Inps n. 274/2022), confermato anche nella Legge di Bilancio 2023.

L’attuale elenco di mansioni gravose include:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del Decreto legislativo n. 67 del 2011;
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

Si precisa inoltre che:

  • con Legge di Bilancio 2022, è stato stabilito che per gli operai edili, per i ceramisti e conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta il requisito dell’anzianità contributiva è di almeno 32 anni (anziché 36 anni). Questa regola vale anche per il 2024;

  • nel caso di lavoratrici madri appartenenti alle categorie appena citate è prevista un’ulteriore riduzione del requisito minimo contributivo pari a 1 anno per ciascun figlio e fino a un massimo di 2 anni. L’accesso all’APE Sociale potrà, quindi, avvenire in tali casi anche con almeno 30 anni di contributi.

I lavoratori che prestano attività lavorativa gravosa, per ottenere l’APE Sociale, devono però presentare domanda di riconoscimento dei requisiti come vi spieghiamo in questo approfondimento specifico. 

QUANDO PRESENTARE DOMANDA APE SOCIALE 2024

I soggetti che soddisfano i requisiti possono richiedere il riconoscimento dell’APE sociale entro il 31 marzo 2024 oppure, in deroga a quanto stabilito dal DPCM 88 del 2017, entro il 15 luglio 2024. Le domande presentate dopo tale data, ma entro il 30 novembre 2024, saranno prese in considerazione solo se sono ancora disponibili le risorse finanziarie destinate a tale scopo.

COME SI RICHIEDE L’APE SOCIALE 2024

L’anticipo pensionistico APE Sociale deve essere richiesto all’INPS, tramite apposita domanda online, che lo eroga fino ad esaurimento delle risorse finanziarie destinate alla misura di anno in anno. Per presentare la domanda APE Sociale 2024 bisogna chiedere il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio.

Contestualmente o nelle more dell’istruttoria della richiesta di riconoscimento delle condizioni di accesso all’indennità, se si è in possesso già i requisiti previsti, so può fare la richiesta vera e propria di APE Sociale.

Entrambe le domande devono essere presentate per via telematica, attraverso l’area dei servizi online INPS. La domanda di verifica dei requisiti è accessibile da questa pagina mentre la presentazione della domanda vera e propria è accessibile da questa pagina. Qui bisogna cliccare su Utilizza il servizio ed effettuare l’accesso usando alternativamente le credenziali:


  • CIE (carta identità elettronica);

  • CNS (Carta nazionale dei servizi).

A questo punto sarà visibile il modello di domanda APE sociale da compilare online.

La domanda APE Sociale di riconoscimento delle condizioni di accesso può essere presentata sia dai soggetti che, nel corso dell’anno 2024, maturano requisiti e condizioni per richiederla che da coloro che li hanno maturati negli anni precedenti e non hanno fatto domanda, se ancora li possiedono.

ESITO DELL’ISTRUTTORIA

L’INPS comunica ai richiedenti che desiderano beneficiare dell’APE Sociale l’esito dell’istruttoria delle domande con diverse scadenze, in base al periodo di presentazione delle istanze.

IMPORTO APE SOCIALE

L’anticipo pensionistico APE ha un importo mensile che non può superare 1.500 euro. L’agevolazione, infatti, è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione, se questa è inferiore a 1.500 euro al mese. Oppure è pari a 1.500 euro se è pari o maggiore di questa cifra.

COME VIENE EROGATO IL BENEFICIO E DECORRENZA

L’erogazione dell’anticipo pensionistico viene effettuata dall’Inps con rate mensili, per 12 mensilità, a favore dei beneficiari della prestazione.

L’APE Sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Viene concessa fino al raggiungimento dell’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia. Ovvero fino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

L’indennità non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito nonché con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale. Inoltre, è incompatibile con l’attività lavorativa eccetto che nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000 euro lordi annui, se svolta in forma dipendente o parasubordinata, o 4.800 euro lordi annui se svolta in maniera autonoma.

Vi aggiorneremo sulle nuove regole circa l’erogazione e la compatibilità dell’APE Sociale nel 2024.

ITER NORMATIVO

La misura è stata introdotta, in via sperimentale, dall’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 per il 2017 e rifinanziata e prorogata negli anni successivi. Poi:


  • la Legge di Bilancio 2024 ha modificato l’APE Sociale rendendo più stringenti i requisiti.

DOCUMENTI PER APPROFONDIMENTI

Per ulteriori informazioni, mettiamo a tua disposizione i seguenti documenti:

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

In questa guida vi illustriamo tutte le proposte e le novità sulla riforma pensioni previste della Legge di Bilancio 2024.

Per approfondire, mettiamo a vostra disposizione la nostra guida che fa il punto sull’aumento pensioni nel 2024. Vi consigliamo di consultare anche tabelle e requisiti per le pensioni 2024, approvate dall’INPS.

Da leggere anche l’approfondimento su Opzione donna, pensione Quota 103 o sul riscatto contributi pensione nel 2024.

Inoltre, per conoscere tutte le novità per i pensionati, vi invitiamo a visitare questa sezione.

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di Angela V.
Redattrice, esperta di lavoro pubblico e privato.

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www.ticonsiglio.com è stato pubblicato il 2024-01-23 10:00:24 da Angela Velasquez


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