Riapre il CPR di Torino, tensione al corteo dei centri sociali. LA NOSTRA DIRETTA


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C’è solo un momento in cui manifestanti e poliziotti entrano in contatto: i primi vogliono avvicinarsi al Cpr, gli agenti li respingono con una leggera carica. Attimi di tensione in un presidio che dura un paio di ore e poi si scioglie senza disordini significativi. In duecento, tra centri sociali e galassia anarchica, si sono dati appuntamento nel tardo pomeriggio di lunedì 24 marzo di fronte al Centro di permanenza e rimpatrio dei migranti di Torino per dire no alla sua riapertura, proprio nel giorno in cui la struttura torna operativa dopo due anni di chiusura e ristrutturazioni.

Al lavoro i nuovi gestori, in attesa dei migranti

La giornata è iniziata con la pulitura dei muri esterni dalle scritte lasciate nel tempo dagli antagonisti. Dentro, sono al lavoro gli operatori della cooperativa Sanitalia, che si è aggiudicata il nuovo bando di gestione. Si attendono i primi migranti irregolari da trattenere qui e poi rimpatriare nei Paesi d’origine: nel primo giorno di riapertura non ne sono arrivati, ma a breve potrebbero esserci i primi trasferimenti. La capienza del CPR in questo momento è di 70 posti.

Lo Russo e Repole: “No al CPR”

I Cpr – quello di Torino e gli altri 8 in Italia – sono considerati elementi centrali nelle politiche migratorie del governo Meloni. Dal territorio, però, raccolgono anche voci contrarie. “È un luogo che non risolve i problemi per cui è nato”, ha detto il sindaco di Torino Stefano Lo Russo nel giorno della riapertura. “Servono alternative”, gli ha fatto eco poche ore dopo il cardinale di Torino Roberto Repole, che si è anche appellato alla Città affinché “vigili sul rispetto dei diritti umani”.

Il processo per la morte di Moussa Balde

Le reazioni e le mobilitazioni, anche della società civile, sono destinate a proseguire nei prossimi giorni e settimane. Intanto, procede anche il processo che vede imputati alcuni dei precedenti gestori del centro per la morte nel 2021 di uno dei migranti qui trattenuti, Moussa Balde, suicidatosi mentre era in isolamento in un reparto del Cpr ora chiuso. Alla sua morte erano seguite violente proteste e rivolte da parte degli altri ospiti, sfociate anche in incendi che avevano reso inagibile la struttura e costretto alla sua chiusura.

Montaggio di Paola Bovolenta

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