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15/04/2024
– Il Vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Biancani aveva presentato un’interrogazione urgente alla Regione, sottoscritta dal gruppo Pd e dal Movimento 5 Stelle, per conoscere l’esisto della ricerca di spazi dove trasferire i servizi legati alla salute mentale attualmente ubicati a Muraglia. “Si avvicina la scadenza del 30 settembre – spiega Biancani – per il trasferimento dei reparti e dei servizi legati alla salute mentale attualmente presenti a Muraglia ma ancora non si nulla di nuovo”.
“Il 28 febbraio è scaduto il secondo avviso pubblico per cercare spazi idonei e in risposta alla mia interrogazione, la Regione, si è limitata a dire che sono ancora in corso le verifiche di mercato per trovare spazi e gestori dei servizi. Il trasferimento riguarderà: la RSA “Tomasello”, da 27 posti letto, le due comunità protette maschile e femminile, da 20 posti letto ciascuna, la Struttura Residenziale Riabilitativa, da 18 posti letto, il Centro diurno il “Gabbiano”, da 16 posti. Oltre 100 posti letto, l’85% dei quali a carattere residenziale, da riallocare in strutture che abbiano specifiche caratteristiche legate alla natura dei servizi. In pratica dal 2022, quando si firmò l’Accordo, ad oggi, è stata trovata una sede alternativa solo per il reparto di psichiatria, che andrà a Fano e per cui mancano garanzie sui tempi di attivazione e sul successivo ritorno a Pesaro, mentre non si sa nulla per il Centro di Salute Mentale e l’Assistenza Domiciliare Integrata, che non comparivano neppure nell’ultimo bando.”
“Questi ritardi e incertezze sono dovuti a diversi errori di valutazione di Ast e Regione. I primi risalgono all’accordo stesso – spiega Biancani – quando l’Ast indicò delle strutture di destinazione non idonee o addirittura ancora da costruire, come ad esempio l’Ospedale di comunità di Mombaroccio. Ho più volte segnalato, sulla stampa e con atti ispettivi in Consiglio, che quel progetto iniziale si sarebbe rivelato fallimentare, anche perché spostando in diversi luoghi questi servizi nati per stare vicini, essendo complementari l’un l’altro, si sarebbe smantellata quella “cittadella delle salute mentale” che è stata realizzata, negli anni, a Muraglia e che ne costituisce un’eccellenza. Il frazionamento dei servizi renderà più difficile l’accesso ai pazienti e le visite dei famigliari e meno agevole il lavoro del personale, visto che i medici che seguono queste diverse strutture sono gli stessi del reparto di psichiatria che finirà addirittura a Fano”.
“L’avviso pubblico uscito a febbraio oltre a cercare immobili cerca anche soggetti che gestiranno poi il servizio, un segno che serve rendere appetibile il bando ed evitare che, come accaduto con il primo avviso, non si trovino davvero immobili idonei, ma anche l’ennesimo piccolo passo della Regione verso l’esternalizzazione e privatizzazione della sanità”.
“Da oltre tre anni, ribadisco che a tutto questo caos un’alternativa esisteva – continua Biancani – ed era il recupero dell’ex manicomio che sarebbe potuto diventare un polo socio-sanitario centrale in cui racchiudere tantissimi servizi. In Aula, durante la discussione dell’ultima interrogazione, ho ribadito il mio no al trasferimento dei servizi fuori Pesaro e alla loro frammentazione e ho personalmente invitato l’Assessore a valutare l’utilizzo di altri edifici già pubblici, come ad esempio Galantara, dove ci dovrebbero essere degli spazi attualmente inutilizzati. Mi sono messo a disposizione per collaborare all’individuazione di luoghi che permettano di mantenere questi servizi a Pesaro, vicini tra loro e collocati in contesti urbani dove sia possibile per i pazienti sviluppare delle relazioni con il contesto sociale circostante, cosa impossibile se dovessero finire in strutture isolate e sparse per il territorio provinciale”.
“Al contrario, con la scelta della Regione di cercare spazi in affitto, anche sparsi nel territorio, è molto probabile che la città di Pesaro perda 100 posti letto e veda penalizzata la gran parte dell’utenza di questi servizi, che è pesarese. È ormai evidente che è mancata una capacità di analisi, di programmazione, di organizzazione logistica, e di verifica delle possibili soluzioni alternative. Spero che la Regione riprenda in mano la questione e decida di investire seriamente sul recupero degli immobili inutilizzati o sottoutilizzati che possiede a Pesaro, invece di continuare a cercare spazi in affitto senza tra l’altro trovarne, come pare evidente dall’ennesima assenza di risposte concrete in merito”.
www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2024-04-15 08:23:40 da

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