“Ricordate la vicenda di una mamma salvata in extremis dal reparto di chirurgia del Borea? L’Odissea continua”

“Ricordate la vicenda di una mamma salvata in extremis dal reparto di chirurgia del Borea? L’Odissea continua”


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Ricordate la vicenda di mamma salvata in extremis dal reparto di chirurgia del Borea?Ebbene, non solo è viva per miracolo, visto che il medico in turno al pronto soccorso al primo accesso (notte tra il 30 e 31 agosto ore 2,20 circa) aveva firmato le dimissioni sottovalutandone i gravi ed evidenti problemi di salute (forti dolori addominali e vomito), ma adesso inizia il difficile percorso della gestione della stomia.

A seguito dell’intervento per la perforazione dell’intestino (già in peritonite) è stato applicato il sacchetto della stomia (temporaneo, pare per circa due mesi) da gestire a dimora; ovviamente la cosa sta creando diversi problemi: controllo almeno 3/4 ore del sacchetto con svuotamento, inoltre, spesso accade che il sacchetto si stacchi improvvisamente causando fuoriuscite maleodoranti ed imbarazzanti con conseguente cambio dello stesso (anche più volte al giorno o di notte).

Come se non bastasse, dall’ospedale di Sanremo nessun aiuto: infatti l’unica infermiera addetta a rilasciare informazioni circa la richiesta di fornitura di sacchetti, il posizionamento ed altre difficoltà collegate al loro utilizzo, è assente dal servizio e non si sa quando rientrerà (così mi hanno risposto oggi al telefono).

Dico, ma è possibile che in tutto l’ospedale sia presente una sola figura addetta alle stomie?Detto ciò, oggi dal reparto chirurgia (la caposala non era presente) mi hanno assicurato che mi verranno date tutte le informazioni che ho chiesto: attendo fiduciosa, in caso contrario mi vedrò costretta ad adire altre sedi per tutelare la salute e, soprattutto, la dignità di mamma, già provata dall’intervento e dall’apposizione della stomia. 

Una sanità attenta, scrupolosa ed efficiente? Un sogno che piano piano sta svanendo.

Antonella Cabrini



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