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TERMOLI. Purtroppo è ancora troppo diffusa la pratica di creare falò per smaltire la spazzatura. Ma bruciare i rifiuti danneggia non solo l’ambiente, ma chi pratica queste azioni di smaltimento, sottostima i reali pericoli delle emissioni di cattive sostanze in casa propria.
In queste ore circola in rete un appello social dal gruppo “Donne e mamme del basso Molise”:
“Bruciano la spazzatura la sera – scrive un membro del gruppo -. La prossima volta chiamo le forze dell’ordine. Vivo in una zona periferica di Termoli. Accade quasi tutte le sere, ossia qualcuno accende fuochi all’aperto e caminetti. Bruciano la spazzatura!
Potete immaginare che odore sgradevole oltre al fumo che si insinua nelle case, panni stesi che si impregnano di fumo puzzolente.
Non specifico la zona, in quanto qualcuno mi ha riferito che accade in più zone sul territorio termolese.
Con questo caldo la sera apro le finestre per fare entrare un po’ d’aria e invece, le stanze si riempiono di odore acre di fumo e di spazzatura bruciata. Questi ignoranti ed incivili non hanno idea di cosa sia la diossina. Comunque, la prossima volta chiamo le forze dell’ordine”.
Da qui, sono stati tantissimi i commenti che si sono susseguiti con altre segnalazioni.
L’atto di bruciare a terra rifiuti urbani non pericolosi, si configura come smaltimento e pertanto, se non autorizzato, equivale a commettere il reato di gestione illecita di rifiuti, riferito all’art. 156 comma 1 del D. lgs. 152/06.
Art. 256-bis (Combustione illecita di rifiuti).
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque appicca il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate è punito con la reclusione da due a cinque anni.
Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni.
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www.termolionline.it è stato pubblicato il 2024-08-20 14:27:00 da
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