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Le considerazioni di Bruno Ferrarotti
VERCELLI (20.12.2023 – 21.25) – Riceviamo e pubblichiamo
Il sindaco di Trino ha sempre saputo che nelle aree indicate dalla Carta Nazionale Aree Idonee (CNAI) l’area di Trino non era compresa tra quelle idonee a ospitare i rifiuti radioattivi.
Perché allora ha consapevolmente dato vita a tutta questa baraonda mediatica dell’autocandidatura del nostro territorio in spregio all’indiscutibile metodo scientifico e alla partecipata condivisione comunitaria? Per due ragioni, al tempo stesso personali e politiche: la prima è che il sindaco Pane, per dirla con il poeta, «non riesce a passeggiare con i Re senza perdere il senso comune»; la seconda è che ha calcolato quanto il far parlare di sé stesso in questa vicenda, servendosi del suo incarico sindacale, fosse un vantaggioso e gratuito mezzo propagandistico per accreditarsi come utile candidato “meloniano”, oggi alle imminenti elezioni regionali o europee, domani chissà.
Detto questo, i cittadini trinesi dovrebbero farsi qualche domanda sulla lucidità istituzionale e manageriale di un sindaco che su una questione vitale come il deposito unico nazionale delle scorie radioattive gioca le stesse fasulle carte del consenso al pari di una qualsiasi kermesse identitaria.
In Italia, non solo a Trino, è da almeno trent’anni che abbiamo un’esigenza reale (sempre colpevolmente disattesa da tutta la classe politica): realizzare il deposito nazionale in cui saranno messi in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti nel nostro Paese.
L’identificazione del sito presuppone problemi tecnici complessi circa le dimensioni e le caratteristiche, le garanzie sui pericoli e i rischi per la salute; per far questo occorrono concretezza e soprattutto lungimiranza, nonché l’uso di schemi mentali non astratti ma basati sul senso del futuro, evitando soprattutto di considerare il deposito come l’occasione d’oro per un sindaco (ricadute economiche ed occupazionali) ma come l’opportunità di realizzare un bene comune di sicurezza ambientale con il quale convivere per lunghissimo tempo.
Per tali ragioni devono essere la Scienza e la Tecnica (categorie razionali) a scegliere le aree idonee e non idonee dove ubicare il deposito unico nazionale.
La CNAI ha recentemente pubblicato l’elenco delle 51 aree idonee per l’intero territorio nazionale, e Trino non c’è.
Di queste 51 aree, una dovrà essere scelta e, alla fine, sempre sulla scorta delle obiettive valutazioni tecnico-scientifiche certificate, imposta da un serio governo nazionale, che non potrà esser l’attuale considerando che si è inventato l’irresponsabile espediente dell’«autocandidatura» (D.L. 9.12.2023, n.181). Infatti la proposta dell’autocandidatura per gli enti territoriali non idonei e non inclusi nei 51 della CNAI, è da considerarsi non solo uno schiaffo al lavoro dei ricercatori e dei tecnici che hanno redatto i criteri per la localizzazione dell’impianto di smaltimento dei…
www.vercellinotizie.it è stato pubblicato il 2023-12-20 21:29:29 da Andrea Borasio
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