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L’incendio di gas di scarico
provocato da un fulmine nel rigassificatore di Panigaglia alla
Spezia ad agosto scorso “non si configura come possibile
incidente rilevante essendo rimasto confinato entro i confini
dello stabilimento”. Lo ribadisce l’assessore regionale alla
Protezione civile Giacomo Giampedrone rispondendo a
un’interrogazione in Consiglio regionale presentata dal
consigliere del M5S Paolo Ugolini.
Nella notte tra il 27 e 28 agosto scorso un fulmine incendiò
i gas di scarico dello stabilimento di Panigaglia e il temporale
causò un problema alla linea elettrica e la cessazione delle
attività dello stabilimento.
L’assessore Giampedrone ricorda che “l’impianto è
classificato come stabilimento di ‘soglia superiore’ ed è
soggetto all’obbligo di presentazione del rapporto di sicurezza,
che la società GNL ha presentato al Comitato tecnico regionale e
che è stato approvato dallo stesso”.
L’assessore dichiara che “il rapporto di sicurezza per
l’impianto è in corso di riesame in seguito di modifiche
previste allo stabilimento, ma che non ci sono i presupposti per
avviare un riesame a seguito degli eventi del 27 agosto e che la
Regione non ha competenze dirette nell’informazione alla
cittadinanza nei casi come quello riportato nell’interrogazione”.
“L’incidente occorso a fine agosto a Panigaglia è gravissimo
e impone una seria riflessione sul futuro di quel tratto di
costa – denuncia Ugolini -, dove il rigassificatore non solo
incombe sulla sicurezza dei cittadini che vivono a pochi metri
dall’impianto, ma è fonte di preoccupazione crescente visto il
potenziamento con distribuzione del Gnl tramite chiatte con a
bordo 4 camion cisterna che di volta in volta si muoveranno tra
il rigassificatore e il porto spezzino”.
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