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SASSOFERRATO – «Facciamo un giro». Non era stata proprio una richiesta amichevole visto che, al rifiuto dell’interlocutore, lo aveva preso a pugni perché il giovane a cui si era rivolto gli aveva negato di salire sulla macchinina dell’autoscontro. Il pomeriggio al luna park, di sei anni fa, era finito così nel sangue. Era il 26 ottobre del 2019 quando un 25enne ha incassato tre pugni, all’occhio, al naso e all’orecchio. Riportò trenta giorni di prognosi. Il giovane, di nazionalità macedone, era in compagnia del fratello e di un cugino. Tutti avevano pagato il biglietto per andare negli autoscontri meno che il suo aggressore, un vicino di casa che avevano incontrato alle giostre, 23 anni, tunisino. Con insistenza si era avvicinato ai primi due ragazzi, il fratello e il cugino della vittima, chiedendo di salite nella macchinina ma i due non avevano voluto. Poi era toccato al 25enne, un ragazzino con dei deficit. Il terzo rifiuto lo avrebbe mandato fuori di testa. Appena la macchinina si era avvicinata a bordo pista c’era salito sopra, cogliendo il guidatore alle spalle, e gli aveva sferrato tre pugni che gli avevano rotto il naso. Il picchiatore è finito a processo davanti al giudice Matteo Di Battista, con l’accusa di lesioni personali. Ieri è stato condannato all’ammenda di mille euro e a risarcire la vittima, parte civile con l’avvocato Ruggero Benvenuto, di 3.500 euro.
L’aggressione è avvenuta nel piazzale della Caritas, in via Crocifisso a Sassoferrato dove era stato allestito il luna park. Il parente della vittima era stato sentito come testimone in tribunale, in una precedente udienza. «Avevamo deciso di farci un giro – aveva detto il teste – ognuno con la sua macchinina. Prima è venuto da noi a chiedere di salire ma ci siamo rifiutati. Quando è andato da mio cugino e anche lui gli ha detto di no ha atteso che si girasse poi gli ha dato un pugno su un occhio. Ne sono arrivati altri due, al naso e all’orecchio. L’ho accompagnato fuori dalla pista perché perdeva sangue». Il tunisino era salito sull’autoscontro quando era arrivato a bordo pista, alle spalle del macedone che aveva iniziato a picchiare. Il fratello del ferito era intervenuto per evitare che il tunisino continuasse a colpirlo e li aveva divisi. Poi aveva chiamato i carabinieri, intervenuti sul posto. Ai militari era stata fatta la denuncia.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-28 20:00:17 da

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