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“Ho fatto un passo avanti insieme a Matilda, l’amica che era di fianco a me. Mi sono leggermente distanziata da Mauro che era fuori, sennò ipoteticamente potevo essere colpita anche io”. La differenza tra una vita spezzata per sempre e il trauma di vedere un amico ferito è tutta in questa parole. Claudia Cucciarelli era ai Murazzi insieme a Mauro Glorioso, l’universitario palermitano rimasto tetraplegico dopo essere stato colpito da una bici mentre, nel gennaio 2023, era davanti a una discoteca di Torino.
La giovane è stata sentita in aula durante il processo nei confronti di Sara Cherici, l’unica maggiorenne accusata del tentato omicidio per cui sono già stati condannati l’altro 18enne Viktor Ulinici e tre minorenni, che facevano parte del gruppo: “Secondo me non era passato neanche un minuto abbiamo sentito un rumore fortissimo tipo di ferri che si rompono – dice Cucciarelli – Mi sono girata e ho visto il mio amico Mauro a terra, stava candendo a terra”.
Alla testimone sono stati mostrati i filmati di quella sera e la giovane ha ricostruito l’intuizione che ha permesso di individuare uno dei responsabili con il test del dna. Prima di lanciare la bici aveva sputato sulla persone in coda e lei aveva conservato il fazzoletto con cui aveva pulito il suo cellulare: “Non potevo sapere se qualcuno aveva sputato, ma l’ho tenuto in una bustina e poi l’ho consegnato ed è stato fatto il test del dna” ha spiegato in aula.
E proprio oggi, lunedì 30 settembre, si è celebrata l’udienza per l’istanza di scarcerazione di uno dei minorenni, già condannato per il tentato omicidio e ora accusato di aver preso parte alle rivolte nel carcere minorile Ferrante Aporti di Torino questa estate.
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