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Per porre l’ attenzione sui diritti mancati sulla disabilità, sull’accessibilità per tutti al fiume e la sostenibilità ambientale e la qualità delle acque, è scattata intorno alle 9.45, a Roma, all’altezza del Ponte Duca D’Aosta e dal barcone dello Iusm, la “sfida” di Salvatore Cimmino che ha disceso a nuoto, per oltre 50 km, il Tevere, fino alla Darsena di Fiumicino.
Il campione paralimpico, nell’ambito dell’evento “Tiberwave- La Discesa del Tevere a nuoto ed in canoa”, ha dato il via così alla XIX tappa di A nuoto nei mari del globo per un mondo senza barriere e senza frontiere.
“Con me, a nuoto, non ci saranno solo le mie due braccia ma anche le braccia di 5 milioni di persone che attendono di essere liberate dalla prigione delle disabilità”, ha detto Cimmino incoraggiato alla partenza da tante persone e dallo sceneggiatore Enrico Vanzina.

Cimmino vuole porre l’attenzione anche sulla proposta di Legge sull’equiparazione degli infortuni nella vita con gli infortuni sul lavoro, affinchè venga approvata, promulgata e pubblicata al più presto. Il nuotatore disabile alternerà alcuni tratti in canoa per superare le rapide.
Numerosi Sup, canoe, gommoni, oltre alle unità di polizia di Stato, carabinieri, capitaneria di Porto, hanno seguito la sua impresa nel tragitto lungo il fiume fino a Fiumicino dove la carovana fluviale è arrivata per le 17,30.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-14 17:41:57 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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