[ad_1]

3′ di lettura
04/01/2024
– “Da quando è apparso il primo articolo sulla stampa nel 2020 in cui si ventilava il possibile abbattimento dell’edificio sede delle Provincia di Pesaro e Urbino, come cittadini e in particolare come progettisti architetti, questa ipotesi, così come le notizie e il dibattito che ne è seguito in questi anni, ci ha lasciato sorpresi e preoccupati”. Questo il commento degli architetti Ceccarelli, Marconi, Paianini e Tarca.
“L’edificio – Proseguono gli architetti – è stato progettato a metà degli anni sessanta del Novecento in collaborazione tra l’architetto romano Filiberto Sbardella e l’ingegnere pesarese Leopardo Cioppi, realizzando un volume che si configura come uno dei migliori esempi dell’architettura moderna cittadina. Tipologicamente è formalmente confrontabile con i coevi esempi romani, come l’edificio della Rai di viale Mazzini, di cui risulta simile l’organizzazione planimetrica ad ics e la caratterizzazione del basamento staccato dalla facciata in vetro continuo con il ricorso delle finestre a nastro.
Il palazzo della Provincia di Pesaro sperimenta anche soluzioni architettoniche originali che declinano un correttissimo uso del linguaggio modernista con i caratteri iconici di uno dei maggiori monumenti storici locali, come i grandi volumi cilindrici rivestiti in mattoni posti alla base dell’edificio che rimandano ai torrioni della vicina Rocca Costanza. Proprio all’interno del volume cilindrico posto su via Gramsci, fu poi realizzata la nuova Sala del Consiglio Provinciale, dedicata al primo Presidente eletto nel 1951 Wolframo Pierangeli, progettata in ogni dettaglio dall’architetto pesarese Celio Francioni, tale ambiente costituisce una mirabile opera di design di arredo interno che contribuisce a rendere pregevole l’edificio nella sua interezza.
Se rassicuranti risultano le prescrizioni e i vincoli che ha posto recentemente la Soprintendenza, riteniamo invece pericolosamente inopportuna l’adozione della variante al P.R.G., in discussione in queste settimane, che prevede il cambio di destinazione dell’uso pubblico dell’edificio che passerebbe a commerciale e ad alloggi residenziali privati. Dal punto di vista del carico urbanistico è decisamente inquietante l’inserimento di nuovi alloggi in una zona di rilevante intensità edilizia, tale operazione metterebbe in crisi gli spazi e i servizi pubblici necessari, tra i quali i parcheggi.
Pertanto abbiamo presentato all’Amministrazione comunale una Osservazione che modifichi la variante che si intende adottare chiedendo: • Che sia vietata la demolizione. • Che si appronti uno studio di recupero strutturale antisismico. • Che sia vietata la trasformazione d’uso in commerciale. • Che il piano terra mantenga la sua funzione pubblica di sala convegni. • Che la destinazione d’uso futura possa comprendere anche una sede universitaria.
Riteniamo che la tematica sulle sorti future di questo edificio sia rappresentativa di una riflessione generale che investe anche le altre architetture moderne di pregio di cui la città dovrà farsi carico nell’immediato e nel prossimo futuro. Su questo tema occorre iniziare un confronto pubblico per individuare soluzioni che non sacrifichino, ai fini speculativi il valore, ormai storico e rappresentativo, dell’architettura moderna identitaria della città. Nell’intenzione di organizzare al più presto anche una conferenza dove si affrontino le tematiche di valorizzazione, tutela e recupero dell’edificio, esponendone i dettagli del progetto architettonico e ingegneristico, con disegni originali dello studio dell’ing. L. Cioppi e dell’archivio dell’Associazione Culturale Filiberto Sbardella, invitiamo i cittadini, le associazioni culturali e le forze politiche a condividere tale iniziativa”.
www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2024-01-04 16:49:17 da

0 Comments