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Fa discutere la sentenza di primo grado: la caduta dell’aggravante della premeditazione contraddice la ricostruzione della procura. Solo 14 anni per lo zio, considerato l’esecutore materiale del delitto. Le difese di Danish e del padre hanno annunciato il ricorso in appello
REGGIO EMILIA – L’omicidio di Saman Abbas non è stato premeditato. E’ stato un delitto d’impeto che si è consumato nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021. Genitori e zio i responsabili, mentre i due cugini non hanno partecipato nè all’omicidio, nè all’occultamento del cadavere di Saman. E’ quello che emerge dal dispositivo della sentenza di primo grado della Corte d’Assise del tribunale di Reggio, che in parte sembra aver smontato la ricostruzione della pubblica accusa.
Il procuratore capo di Reggio Calogero Paci e la sostituta Laura Galli avevano chiesto per i due cugini 26 anni di carcere: Nomanulhaq Nomanulhaq e Ikram Ijaz sono invece stati assolti con formula piena, per non aver commesso il…
www.reggionline.com è stato pubblicato il 2023-12-20 18:18:30 da Manuela Catellani

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