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Sangue e plasma, calano le donazioni in provincia di Piacenza: 531 in meno nei primi otto mesi dell’anno, una variazione negativa del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2023. La diminuzione più alta in Emilia-Romagna, dove a registrare numeri in discesa ci sono anche le province di Parma e Reggio-Emilia, ma con flessioni rispettivamente dello 0,7% e dello 0,4%. È quanto emerge dai dati provinciali sulla raccolta del sangue in Emilia-Romagna, relativi al periodo gennaio-agosto 2024, diffusi dalla Regione.
Un bilancio positivo a livello regionale – scrive l’ente – dove le donazioni risultano complessivamente in crescita del 2,4%. Differente il quadro locale: nei primi otto mesi dell’anno nel Piacentino sono state raccolte 7mila 992 unità di sangue intero e 1.604 di plasma, per un totale di 9mila 596 donazioni, a fronte delle 10mila 127 del 2023. Una riduzione che tocca sia le unità di sangue (-485) che di plasma (-46). Un segnale in controtendenza se si guarda al territorio regionale, dove quest’ultime risultano in aumento del 14,5%, con un totale di 53mila 86 trasfusioni nell’anno in corso (46mila 381 da gennaio ad agosto 2023).
Scendono lievemente, invece, anche in Emilia-Romagna le unità di sangue intero raccolte, che passano dalle 140mila 600 dei primi otto mesi del 2023 alle 138mila 349 del 2024 (meno 2mila 251, pari al -1,6%). Rispetto alle trasfusioni, Piacenza ne conta 5mila 391 (6mila 395 quelle da gennaio ad agosto 2023), mentre in regione sono state 127mila 979 (132mila 169 nell’anno precedente), pari al -2,9%.
Un segnale positivo, secondo l’ente: «Indice di un’applicazione sempre più diffusa in termini di appropriatezza clinica». Dati che nel complesso «confermano il buon funzionamento del sistema regionale di donazione, raccolta e trasfusione di sangue ed emocomponenti». Nessuna criticità anche durante il periodo estivo in Emilia-Romagna, si sottolinea: «Il sistema ha continuato a garantire come sempre il sostegno alle regioni carenti, contribuendo all’autosufficienza nazionale con 3.009 unità di sangue. Inoltre, nonostante le continue variabili legate anche al diffondersi di patologie tropicali prima assenti in Italia a partire dal virus Dengue, il sistema sangue dell’Emilia-Romagna alla notifica del caso autoctono ha risposto con l’avvio della sorveglianza per tutti i donatori a rischio della regione: grazie ad un lavoro collettivo, i test sono stati eseguiti rapidamente e nessun donatore è stato sospeso per soggiorno in area a rischio Dengue, contribuendo quindi al mantenimento dell’autosufficienza regionale».

«Sono risultati estremamente positivi, che ancora una volta confermano la solidità e l’efficienza del sistema sangue dell’Emilia-Romagna anche in ambito nazionale» afferma l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. «Continua nella nostra regione la scelta consapevole e altruistica di tanti cittadini che decidono di donare, l’impegno assiduo delle associazioni e l’organizzazione sempre più appropriata dell’intero sistema. Il nostro grazie- aggiunge l’assessore- va agli oltre 146mila donatori dell’Emilia-Romagna, ai volontari di Avis e Fidas, ai professionisti di tutto il sistema e al Centro Regionale Sangue, che riveste l’importante ruolo di coordinatore».
«Siamo estremamente soddisfatti- aggiunge Michele Di Foggia, presidente Fidas Emilia-Romagna – dell’andamento delle donazioni in questi primi otto mesi: l’aumento delle donazioni di plasma e aver assicurato un buon livello di donazioni di sangue anche in estate sono due aspetti che ci hanno visti molto attivi verso la nostra comunità di donatori, con il sostegno fondamentale delle Istituzioni regionali. Garantire che ogni giorno i nostri pazienti abbiano la possibilità di essere trasfusi e ricevere i farmaci salvavita (prodotti con il plasma donato) è infatti lo scopo fondamentale delle nostre associazioni».
«Per questi risultati – sottolinea Maurizio Pirazzoli, presidente Avis Emilia-Romagna – dobbiamo molto all’organizzazione delle nostre sedi e all’impegno quotidiano dei volontari, che ringrazio. Ma ancora di più lo dobbiamo alla risposta delle donatrici e dei donatori, che sono pronti a mettersi in gioco per aiutarci a portare a casa il risultato dell’autosufficienza. In particolare, vorrei ringraziare i donatori di plasma, perché viene richiesto un allungamento dei tempi della seduta ai quali non si sottraggono: pur vivendo in contesti dove si va sempre più di fretta e il tempo per sé è sempre meno, le poltrone disponibili si riempiono senza problemi. Di questo – conclude – ringraziamo di cuore tutti i donatori, i quali colgono l’importanza sempre maggiore di un emocomponente indispensabile per produrre farmaci dai quali dipende la vita di molti pazienti emofilici e oncologici, oltre che i bambini nati prematuri e i grandi ustionati».
Come si diventa donatori – Per candidarsi alla donazione di sangue bisogna aver compiuto 18 anni, pesare non meno di 50 chilogrammi, godere di buona salute e condurre uno stile di vita sano. Dopodiché ci si può recare, dopo aver consumato una leggera colazione, nei centri di raccolta o nei punti di raccolta sangue della propria città. Un medico accoglierà l’aspirante donatore/donatrice per un colloquio, una visita e un prelievo del sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio prescritti, in modo da accertare l’idoneità. Per informazioni sulla donazione e sul centro o punto di raccolta della propria città è possibile telefonare al numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033 033 (attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 18 e il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13); inviare una e-mail all’indirizzo [email protected], oppure contattare le associazioni Avis e Fidas ([email protected] – [email protected]).
www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-10-01 14:50:42 da

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