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Medici e infermieri si ammalano più che mai, come effetto collaterale del superlavoro dovuto alle carenze di personale. Ne parliamo col presidente dell’Ordine, Carlo Curatola, che rivolge un appello alla pazienza
MODENA – Chi cura il dottore? La domanda è di crescente attualità, dato lo stress dovuto al superlavoro di medici, infermieri e personale sanitario. La salute è una medaglia a due facce e la situazione generale si aggrava, a causa del sovraccarico verificatosi in tre diverse aree: la medicina di base, l’emergenza-urgenza e alcune aree specialistiche sommerse dalle richieste di prestazioni specialistiche. Si calcola, ad esempio, che in provincia di Modena i circa 400 fra pediatri e medici di famiglia gestiscano circa 1.700 cittadini a testa: un carico senza precedenti che ora rischia di aggravarsi con l’avvio, proprio oggi, delle vaccinazioni anti-influenzali.
Il picco influenzale cadrà, come ogni anno, tra gennaio e febbraio, dunque la finestra utile per vaccinarsi arriva fino a dicembre. Il consiglio è sempre lo stesso: contattare il medico di base che deciderà, in base all’età e allo stato di salute, a chi dare la priorità. Intanto il sistema prova a dirottare i pazienti non gravi verso punti di prima accoglienza diversi dal pronto soccorso: le case della salute e i nuovi centri infermieristici di comunità sono in funzione e aspettano di essere conosciuti dagli utenti. Per Curatola le chiavi sono due: una comunicazione efficace e un rapporto di aiuto reciproco tra medico e paziente.
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