Sanità, delegazione PD all’ospedale San Salvatore

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L’AQUILA – Una delegazione del PD all’ospedale San Salvatore: “Continua la mobilitazione sulla sanità”.

“Un buco nel bilancio di oltre 66 milioni di euro, – si legge in una nota del PD L’Aquila – maturato per incapacità amministrativa e gestionale della dirigenza della Asl1 e che dovrà essere ripianato tagliando ancora su servizi e prestazioni; una carenza drammatica di personale, strutturale e accompagnata dal ricorso al precariato come unica forma di reclutamento; mancati investimenti in tecnologia; liste d’attesa per l’accesso alle prestazioni specialistiche, ospedaliere e dei poliambulatori distrettuali, oramai insostenibili; inerzia gestionale sull’edilizia sanitaria, con l’Ospedale regionale San Salvatore che necessiterebbe di investimenti certi e risulta, invece, assolutamente penalizzato nel riparto delle risorse. Per non parlare dello smantellamento costante della sanità territoriale con i Nuclei di Cure primarie destinati alla chiusura vista la volontà di non sostituire i medici di famiglia andati in pensione, e con l’incomprensibile decisione del management della ASL di localizzare l’unica dimora di comunità dell’Aquila all’interno dell’ospedale, col rischio, tra l’altro, che senza una puntuale programmazione delle risorse resti una scatola vuote di servizi e personale. In questi mesi, la gestione della Asl 1 ha raggiunto un punto di non ritorno; i problemi si sono sommati e stratificati per precise responsabilità del manager dell’azienda, Ferdinando Romano, e della direzione strategica, nel silenzio complice, e colpevole, del presidente della Giunta regionale Marco Marsilio, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e dell’assessora alla salute Nicoletta Verì. E la situazione di vera e propria emergenza è acuita dall’attacco hacker subito dall’azienda che, oltre le rassicurazioni di rito, non è stato affatto risolto, anzi; i problemi per l’utenza sono quotidiani, i medici sono costretti a lavorare in condizioni critiche e ci sono difficoltà enormi persino nel reperimento dei materiali di prima necessità. Si registrano caos e ritardi nelle prenotazioni di visite e analisi, i risultati spariscono dal sistema danneggiato: succede ancora oggi, con pazienti che denunciano di non poter avere i video delle Tac o di altre analisi fatte una settimana fa. Per questo, il Partito Democratico dell’Aquila continua nella sua mobilitazione di denuncia per sensibilizzare rispetto al rischio, concreto, di sfaldamento del diritto universale alla salute a vantaggio della sanità privata: dopo le iniziative sul territorio delle settimane scorse, questa mattina una delegazione del partito si è recata di nuovo all’Ospedale San Salvatore, dinanzi al Pronto soccorso, al Cup e al centro prelievi, per una verifica sull’andamento delle prestazioni. Non è possibile che possa curarsi soltanto chi ha le risorse per rivolgersi al privato; non è accettabile dover attendere anche 9 mesi per una mammografia, 1 anno per una visita allergologica ad un bambino, 4 mesi per una risonanza magnetica. Non è accettabile che ci possano volere anche 4 mesi per avere i risultati di una biopsia, non è accettabile che per un ecocardiogramma bisogna aspettare il 2024, 1 anno per una gastroscopia. Questo è lo stato della sanità pubblica in provincia dell’Aquila, di questo continueremo ad occuparci fino a che non avremo risposte concrete, al fianco delle persone e fino a che non ci sarà una piena assunzione di responsabilità politica e amministrativa con l’uscita di scena del manager e della direzione strategica.”

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