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Ex presidente dell’ospedale Bambin Gesù di Roma
VERCELLI (27.01.2024 – 18.27) – Martedì 23 gennaio, presso il Circolo Ricreativo di Vercelli, si è tenuta la conviviale organizzata dal Rotary Club Vercelli in Interclub con il Rotary Club S. Andrea Vercelli-Santhià-Crescentino presieduto da Fabrizio Ruffino, il Rotary Club Viverone Lago presieduto da Antonio Pedrazzoli, il Rotary Club Gattinara presieduto da Tiziano Mestriner.
La serata conviviale ha avuto come relatore la dottoressa Mariella Enoc e ha ospitato monsignor Stefano Bedello, Vicario della Diocesi di Vercelli, ed è stata presenziata da più di settanta soci dei quattro Club e molte autorità Rotariane.
Il Presidente del Rotary Vercelli Giorgio Rognoni ha letto il curriculum della dottoressa Enoc e introdotto la figura della manager, che ha operato nel mondo della sanità per più di 50 anni, ha lasciato da poco la presidenza dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma e a cui la scorsa settimana è stata conferita la laurea ad honoris causa a Vercelli alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“LAVORARE INSIEME E’ FONDAMENTALE”
Enoc nella sua relazione ha esposto il principio cardine che ha guidato la sua attività con la scelta di mettere la sua professione prima di tutto al servizio degli altri con grande professionalità e umanità. “Curare, ma soprattutto prendersi cura del prossimo lavorando assieme è fondamentale. L’atto della cura diventa tecnico e freddo se compiuto da solo. Ci sono molti modi di aiutare la guarigione del paziente, tra cui quello olistico che consiste nel prendersi in carico tutta la persona: sotto l’aspetto fisico, psicologico, culturale e spirituale. È importante anche prendersi cura della famiglia”.
Così Enoc durante la serata ha fatto un excursus generale sulla sanità che sta comunque andando verso un’eccessiva privatizzazione: “Stiamo perdendo di mira la grande ricchezza che è il sistema sanitario nazionale, espressione di solidarietà – ha detto – La deriva è legata alla remunerazione dei capitali investiti: induce a una medicina di velocità e di tecnicismi. Secondo questa deriva non si potrebbe più dedicare tempo alla persona perché se in un’ora si fanno 5 o 6 ecografie il risultato è diverso. Ma io ho deciso che non detterò mai i tempi da dedicare alle persone. I conti devono tornare in altro modo e non a scapito delle persone che abbiamo davanti. Che si tratti di sanità pubblica, privata o di qualunque altro modello”.
“LA SANITA’ DEVE FARE UN GRANDE PASSAGGIO CULTURALE”
Dunque la cura della persone per Enoc viene prima di tutto: “La sanità che cura, ma non si prende più cura deve fare un grande passaggio culturale, non solo economico”. Fondamentale anche la ricerca, ma non soltanto quella fatta per pubblicare i risultati sulle riviste, soprattutto quella che ha effetto traslazionale: dal letto del malato deve andare veramente al laboratorio di ricerca e i risultati…
www.vercellinotizie.it è stato pubblicato il 2024-01-27 18:31:20 da Andrea Borasio
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