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E’ stata un’ora di ordinaria follia, questo pomeriggio a Sanremo tra via Pietro Agosti, via Caduti del Lavoro e corso Inglesi. Inizialmente si è parlato di una sparatoria in un appartamento e, addirittura, chi ipotizzava di un pazzo che sparasse in mezzo a via Agosti. Quello che è certo che, poco dopo le 13, diverse pattuglie del Commissariato, coordinate direttamente sul posto dal dirigente Anna Leuci e dal suo vice Adriana Di Biase, hanno letteralmente invaso la zona, alla ricerca del presunto omicida.
“Il vicino ha ucciso il figlio venite!”
Intorno alle 13 la telefonata, “Il vicino ha ucciso il figlio venite!” questa la richiesta che ha messo subito in moto la macchina dei soccorsi e delle forze dell’ordine. Quattro auto partono dal commissariato di polizia di corso Cavallotti e arrivano in pochi istanti sul luogo dove si sarebbe consumata la sparatoria. Dopo breve intervengono anche le ambulanze inviate dalla centrale operativa del 118.
Alcune testimonianze confermano gli spari
Il problema per soccorsi e agenti è trovare persone ferite o indizi che possano avvallare quanto segnalato al telefono. L’unico elemento rimangono le testimonianze delle persone in strada. La gente dice di aver sentito distintamente almeno due rumori, sordi, simili a dei colpi di pistola e di aver visto allontanarsi di corsa una persona, un uomo conosciuto nel quartiere. Eppure non ci sono bossoli, proiettili, fori in un muro, tracce di sangue, persone ferite o peggio.
Ma le ricerche a tappeto della Polizia non trovano riscontri
Le pattuglie intervenute in zona controllano ogni angolo, ogni anfratto, entrando anche nei portoni e in alcune case, dai cui terrazzi riescono a scorgere meglio la situazione. Ma niente, assolutamente niente. Viene battuta con attenzione anche via Caduti del Lavoro e corso Inglesi, oltre ad un viottolo nei pressi dell’ex partenza della funivia, dove oggi trova spazio un asilo.
La telefonata non sarebbe partita dalla zona della sparatoria
Che cosa è accaduto quindi? Difficile dirlo con precisione. Gli agenti hanno iniziato a passare al setaccio le numerose palazzine tra via Pietro Agosti, via Caduti del Lavoro e corso Inglesi. Una ricerca che non ha dato riscontri. A questo punto verranno analizzati anche i filmati di videosorveglianza cittadina e attraverso la richiesta di intervento telefonica sarà possibile risalire a chi ha chiesto aiuto.
Dai primi dati emerge che la telefonata sarebbe partita non da questa zona attraverso un numero appoggiato su una sim virtuale che complicherebbe le operazioni per risalire a chi ha chiamato. Allo stato attuale tutto lascia pensare che si possa essere trattato di un falso allarme. Perchè fare questo? Rimane un interrogativo che terrà impegnate le forze dell’ordine ancora a lungo mentre la vita nel quartiere è tornata alla normalità dopo alcune ore di tensione e paura.
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