[ad_1]

Un maxi giro di sfruttamento della prostituzione transessuale quello scoperto dagli inquirenti dell’Arma di Rimini che hanno indagato sette persone, italiani e sudamericani, sospettate di gestire le squillo e di trovare gli alloggi per gli incontri di sesso a pagamento. L’indagine dei carabinieri è partita nel 2020 e ha interessato la zona di Miramare dove, in particolar modo, i trans incontravano i clienti. Nella zona sud sono stati quattro alberghi e un appartamento ad essere perquisiti dai carabinieri nella zona sud mentre, un quinto hotel, si trovava a Marina Centro. Gli indagati, secondo le accuse, avrebbero favorito le prostitute non solo offrendo camere nei residence e negli appartamenti ma gestendo anche gli appuntamenti. Nel corso delle perquisizioni, avvenuta nella giornata di mercoledì, i militari dell’Arma hanno infatti sequestrato agende, tablet, computer e telefonini utilizzati per gestire il giro.
Allo stesso tempo avrebbero lucrato non solo sugli affitti, imponendo un canone al di fuori dei prezzi di mercato, ma pretendendo una percentuale per ogni cliente ricevuto. I sette, oltre a dover rispondere dello sfruttamento, sono accusati anche di favoreggiamento della clandestinità, in quanto avrebbero ospitato stranieri senza un regolare permesso di soggiorno, ed estorsione. Degli indagati, assistiti dagli avvocati Enrico Graziosi e Leanne Arceci, due sono tunisini, quattro sono italiani (di cui due sono donne) e uno è peruviano.
www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2024-03-20 18:09:30 da

0 Comments