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ANCONA – In una chat di gruppo d whatsapp, dove c’erano una decina di partecipati con i presidenti territoriali di Confindustria, il patron di Clabo Pierluigi Bocchini aveva risposto polemico all’imprenditore di Fano Mauro Papalini mentre di discuteva sull’idea di istituire degli hub vaccinali nelle aziende. Papalini, all’epoca presidente di Confindustria Pesaro, era favorevole. Bocchini, che era presidente di Confindustria Ancona, non era favorevole agli hub. La discussione si era infuocata l’8 giugno del 2021. “Scrivi sciocchezze e polemiche pretestuose, ti consiglio di ricominciare dalle scuole medie, analisi logica e grammaticale”. Questo il succo della frase, scritta da Bocchini che lo ha portato a processo per diffamazione. Papalini aveva sporto denuncia ai carabinieri. Inizialmente il caso è stato trattato al tribunale di Pesaro dove la Procura aveva chiesto l’archiviazione ma Papalini, con l’avvocato Paolo Biancofiore, si era opposto. La questione è finita al tribunale di Ancona, davanti al giudice Roberto Evangelisti, dove ieri pomeriggio sono stati sentiti entrambi gli imprenditori.
“Rappresentavo una figura istituzionale sul territorio – ha detto Papalini, parte civile nel processo dove chiede 50mila euro di risarcimento – mi sono sentito offeso da quelle parole”. Bocchini, difeso dall’avvocato Massimiliano Belli, ha spiegato come “su molte questioni non eravamo allineati, insisteva nel fare gli hub nelle aziende, per me non erano più necessari” perché erano stati già attivati quelli regionali. Da lì la risposta a tono. L’avvocato Belli ha osservato come la chat era chiusa e riservata e i contenuti non divulgabile per cui la diffamazione non sussisterebbe. Prossima udienza il 25 settembre.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-28 09:32:02 da

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