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“Dopo aver saputo che a mia nipote
era stata proposta la terapia del sesso per curare un presunto
tumore al collo dell’utero, chiamai immediatamente il ginecologo
Giovani Miniello e gli chiesi spiegazioni. Gli dissi che questa
terapia che aveva proposto era inverosimile. Mi rispose che ero
un’ignorante e che dovevo aggiornarmi alle linee guida moderne”.
Così, in tribunale a Bari, una dirigente medica ascoltata come
testimone nel processo a carico di Giovanni Miniello, il
ginecologo barese imputato per violenza sessuale (tentata e
consumata) e lesioni personali su 20 sue pazienti, 19 delle
quali costituitesi parte civile. Alle sue pazienti,…
www.ansa.it è stato pubblicato il 2025-02-06 19:11:25 da
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